Carceri sovraffollate: nuovo piano per guadagnare 10 mila postiTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Carceri sovraffollate: nuovo piano per guadagnare 10 mila posti

Allo studio del Ministro Cancellieri un piano svuota carceri per arginare il problema del sovraffollamento delle strutture penitenziarie.

Fonte: Oltremedianews

Con l’arrivo del caldo la situazione delle carceri italiane, sovraffollate e contenenti ben oltre il numero di detenuti che potrebbero di regola ospitare, si fa più ancora più critica: i dati parlano di circa 65.900 detenuti nelle strutture penitenziarie, di cui 24.697 in attesa di giudizio, 40.118 condannati e 1.176 internati. Di questi almeno un terzo sono stranieri. 20.00 in più rispetto alla capienza secondo le stime del Ministero della Giustizia, almeno 30.000 secondo l’associazione Antigone.
È un problema vecchio ormai di anni, e che potrebbe ora essere almeno in parte risolto con il piano carceri del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, che punta a recuperare in totale 10 mila posti prevedendo da un lato limiti agli ingressi in carcere e uscite per chi sta scontando l’ultima parte della pena, e dall’altro l’apertura di nuove strutture, per un totale di 4 mila nuovi posti entro fine anno.

Si tratterebbe di una soluzione che fa guadagnare tempo in attesa di qualcosa di più risolutivo, ma almeno è un inizio.
Il decreto legge che sarà presentato entro fine mese in Consiglio dei Ministri è ispirato a una logica che vuole il ricorso allapena detentiva come extrema ratio a cui ricorrere quando ogni altra soluzione si rivela impraticabile.
E così la reclusione potrebbe essere limitata ai casi dei reati più gravi, mentre per gli altri si dovrebbe far ricorso ai domiciliari e a lavori di pubblica utilità. Non soltanto quindi un miglioramento delle condizioni, ma un vero e proprio cambio di sistema. A dirlo è stata la stessa titolare del dicastero della giustizia, sabato nel corso della festa della polizia penitenziaria.
Il decreto riguarderà in maggioranza i reati minori, quelli che non destano allarme sociale, e prevede il ricorso obbligatorio alle misure alternative (a seconda dei casi detenzione domiciliare o affidamento in prova) per quanto riguarda gli ingressi, e per chi è a pochi mesi dall’uscita portare dai 12 attuali ai 18 mesi il residuo pena che i detenuti possono scontare a casa.
Accanto a queste soluzioni sono allo studio ulteriori misure specifiche che arriveranno da due commissioni per l’occasione costituite: la prima, sotto la guida del Professor Francesco Palazzo, ordinario di diritto penale presso l’Università di Firenze, che dovrà curare le modifiche alla legge in tema di depenalizzazione, e la seconda affidata a Glauco Giostra, componente laico del Csm, si occperà invece delle misure alternative.
In questo modo, secondo i calcoli dei tecnici del Ministero, saranno alcune migliaia i posti che nei prossimi mesi si renderanno disponibili. Quello che si vuole evitare con questi provvedimenti è il cosiddetto “meccanismo delle porte girevoli“, con i detenuti che entrano ed escono, e vanno così ad affollare ulteriormente le strutture penitenziarie.
Per evitare questo fenomeno tra i punti fondamentali su cui il Ministro Cancellieri ha insistito è incentivare maggiormente le possibilità di lavoro per chi si trova dietro le sbarre, in una logica globale di recupero, anche lavorativo, di chi poi uscirà e dovrà reinserirsi nel mercato del lavoro per evitare di tornare a delinquere.
Ma il problema è come sempre economico, da momento che già ora in numerosi penitenziari i programmi di impiego sono stati sospesi per mancanza dei fondi necessari.

Ileana Alessandra D’Arrissi

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