Casamonica, Roma e l'indignazione del senso comune | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Casamonica, Roma e l’indignazione del senso comune

Ha fatto male a tutti vedere i funerali di Vittorio Casamonica a Roma con tanto di carrozza, elicottero e musica del Padrino. Ma è davvero possibile che ci si accorga del problema solo di fronte al marchiano funerale romano? Prima andava tutto bene?

Sarebbe inutile scrivere un pamphlet di indignazione contro i funerali di Casamonica a Roma, con musica del Padrino e petali di rosa sganciati dall’elicottero annessi. Ovviamente anche noi ci siamo indignati, eccome, tuttavia non ci siamo sorpresi. Ci è sembrato, e scusate il cinismo, un fatto del tutto normale dal momento che il malaffare e la criminalità organizzata hanno già compenetrato le istituzioni  in lungo e in largo, senza peraltro incontrare più di tanto indignazione. Anzi, tutto questo è avvenuto silenziosamente e alla luce del sole nel corso di anni, senza però che le istituzioni abbiano fatto nulla per impedirlo. Troppo facile quindi dichiararsi indignati e schifati dopo i funerali di Vittorio Casamonica, al punto che sembra quasi che in molti si siano accorti solo ora del problema. Verrebbe da chiedersi cosa ne pensavano prima, o se prima percepivano quello della criminalità organizzata come problema. E invece i funerali pomposi di Casamonica che ci hanno messo alla berlina di fronte al mondo a noi sembrano solo il palesarsi di un qualcosa di molto più grave che ormai è talmente radicato da essere diventato normalità. E ha anche ragione la chiesa di Don Bosco a ricordare che Vittorio Casamonica era a piede libero, di conseguenza era lo stesso Stato italiano a non considerarlo un pericolo. Appare quindi perlomeno ipocrita fingere di non vedere quanto la vicenda sia in realtà molto più complessa di quanto non appaia a uno sguardo superficiale. La speranza è che se non altro questa vicenda serva a sensibilizzare l’opinione pubblica intorpidita sul tema della criminalità organizzata, ma su questo non ci facciamo illusioni dato che, conoscendo l’Italia, tra poche settimane semplicemente non se ne parlerà più.

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