Caso Assange.L'Ecuador teme ancora l'assalto all'ambasciata da parte di Londra | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Caso Assange.L’Ecuador teme ancora l’assalto all’ambasciata da parte di Londra

Il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Ricardo Platino, ha concesso un’interessante intervista a Russia Today parlando della minaccia di un’irruzione della polizia britannica nell’ambasciata ecuadoregna di Londra dove si trova da mesi Julian Assange. L’Ecuador ha concesso asilo al fondatore di Wikileaks, ma Londra ha minacciato di irrompere nell’ambasciata per arrestarlo.

La situazione sull’asse Quito-Londra continua a rimanere molto tesa, soprattutto dopo le minacce della Gran Bretagna di assaltare l’ambasciata dell’Ecuador nella capitale britannica per mettere le mani su Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che si è rifugiato ormai da tempo nella sede diplomatica del paese sudamericano.Russia Today è riuscita a intervistare sull’argomento Ricardo Patino, il ministro degli Esteri ecuadoregno,  che ha subito fatto sapere di non voler tollerare ciò che è stato interpretato come una violazione della legge internazionale.Per la verità l’Ecuador non è stato lasciato solo contro Gran Bretagna, Svezia e Stati Uniti (paesi che per motivi diversi hanno interesse nell’arresto), ha avuto l’appoggio incondizionato di Alba e Unasur, paesi amici di Quito, ma Patino si è detto ottimista anche sul ricevere l’appoggio dell’Oas (Organizzazione degli Stati Americani). Anche il Forum di San Paolo, che include tutti i partiti di sinistra di Caraibi e America Latina, ha in tempi non sospetti manifestatola propria vicinanza all’Ecuador. Ma anche all’interno degli Stati Uniti ci sono personalità che hanno appoggiato la decisione dell’Ecuador, personaggi come Michael Moore, Oliver Stone e il Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. Patino per la verità non ha ancora digerito le minacce della Gran Bretagna e ha fatto sapere che la minaccia di un’irruzione nell’ambasciata rimane molto alta. Secondo il ministro sudamericano Londra avrebbe mostrato un grande disprezzo nei confronti delle istituzioni dell’Ecuador, e potrebbe realizzare le sue minacce da un momento all’altro. L’Ecuador comunque non cederà alle minacce britanniche e ha annunciato che non accetterà nessuna violazione dell’ambasciata ecuadoregna a Londra  vista l’immunità delle sedi diplomatiche e delle ambasciate in tutto il mondo, garantita dalla carta delle Nazioni Unite, e dalla Convenzione di Vienna.  Per questo motivo Patino ha detto di aspettarsi le scuse scritte per la minaccia fatta da Londra, in modo che ammettano di aver commesso un errore nel non rispettare la sovranità dell’Ecuador. Nel caso invece le scuse non dovessero arrivare, Patino tenterà la via della Corte Internazionale di Giustizia in modo da assicurare ad Assange un trasferimento sicuro in Ecuador. “Certo, se le autorità britanniche decideranno di invadere la nostra ambasciata, le conseguenze sarebbero molto gravi. Causerebbero una reazione da parte di tutti i paesi dell’America Latina, non solo dell’Ecuador. Ma non credo che accadrà nulla del genere. I nostri affari con il Regno Unito sono molto importanti, ma anche i nostri legami con altri paesi“, ha detto Patino, “Washington comunque non è un nostro parente o un nostro insegnante che ci deve punire. Gli Stati Uniti sono il paese più potente del mondo, ma quando si parla di relazioni internazionali, ogni paese ha la sovranità e la sua influenza

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