Caso Ruby: condanna a sette anni per il Cav. Le motivazioni della sentenzaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Caso Ruby: condanna a sette anni per il Cav. Le motivazioni della sentenza

Caso Ruby: condanna a sette anni per il Cav. Le motivazioni della sentenza

Nelle motivazioni della sentenza: “Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne”. Solidarietà del centro-destra, critico il Partito Democratico.

Sono state pronunciate in aula le motivazioni della condanna a sette anni per concussione e prostituzione minorile nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: secondo i giudici, il Cavaliere avrebbe compiuto atti sessuali in cambio di denaro e preziosi con la marocchina Karima El Mahroug (in arte Ruby) consapevole del fatto che questi fosse minorenne (dettaglio rivelato a Berlusconi durante la seconda visita di Ruby ad Arcore; circostanza comprovata dal fatto che alla proposta del Cavaliere di pagarle l’affitto in uno degli appartamenti di via Olgettina fossero sorti problemi dovuti proprio alla sua minore età); secondo il collegio la ragazza sarebbe stata inserita in un più grande sistema di prostituzione il cui membro predominante era Nicole Minetti, che si occupava fra le altre cose di gestire gli appartamenti di via Olgettina dove oltre Ruby alloggiavano altre ragazze inserite nel giro prostitutivo che gravitava attorno ad Arcore.I giudici affermano inoltre, riguardo la telefonata con la quale l’allora Premier chiese l’affidamento di Ruby a Nicole Minetti, che “deve ritenersi che – Berlusconi – intervenne pesantemente sulla libertà di autodeterminazione del capo di gabinetto e, attraverso il superiore gerarchico, sul funzionario in servizio quella notte in questura (…) al fine di tutelare se stesso, evitando che – Ruby – svelasse l’attività di prostituzione” e ritengono anche che l’imputato abbia cercato di inquinare le prove sin dal principio offrendo ingenti somme di denaro ai testimoni coinvolti nel processo. Le motivazioni cartacee sono state tuttavia riservate alle parti processuali poiché ai sensi dell’art.116 del codice di procedura penale i giornalisti non sono stati ritenuti “soci legittimati”. Il Cavaliere ha ricevuto la solidarietà unanime di tutti i parlamentari del centro-destra, fra i quali l’Onorevole Santanché (FI) che ha definito il processo un “Femminicidio giudiziario”; diversa la reazione dei deputati del Partito Democratico, con Walter Verini (capogruppo PD in commissione giustizia) secondo il quale i parlamentari di centro-destra seguono il copione già visto fatto di attacchi e discredito della magistratura.

Francesco Stati

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