Castello di Santa Severa. Bello ma sporcoTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Castello di Santa Severa. Bello ma sporco

Castello di Santa Severa. Bello ma sporco

Un posto stupendo abbandonato a se stesso e alla maleducazione dei bagnanti.  

Fonte: Oltremedianews

Il percorso che porta alla spiaggia del castello di Santa Severa è segnato da immondizia. Così come Pollicino segnava il territorio per ricordarsi la strada del ritorno, sembra che i bagnanti che si recano presso la spiaggia lasciano dietro di se resti di cibo e buste di plastica. Il tutto in un campo coltivato che non fa altro che inquinare la terra.

Perché la gente si sente quasi costretta a lasciare il segno, come uno Zorro de noantri, nel posto di cui ha usufruito?

Inoltre Santa Severa, che è una frazione del comune di Santa Marinella, a circa 50 km a nord di Roma, è anche un’area di interesse storico archeologico, ma a quanto pare a non tutti interessa la conservazione di tali beni, anzi.

Ma che esempio si da ai propri figli e soprattutto che mondo si lascia alle generazioni future con questi atteggiamenti. Qui non si tratta di andare ad “assaltare” una nave petroliera o bloccare la pesca delle balene nell’Oceano Atlantico, ma semplicemente di lasciare pulito il posto dove si è mangiato, preso il sole e fatto il bagno.

(Foto di Mari Gerardi e Nicola Gesualdo)

Pyrigi si caratterizza per la spiaggia di sabbia nera, per il castello che sembra galleggiare sul mare denso di pesci e dai fondali stupendi. Il castello risale all’XI secolo ed affianco si trova l’antico porto etrusco di Pyrigi.

Pyrigi è il nome latino della città etrusca che sorgeva sulla costa presso l’attuale castello dove, nel 1957, alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce un’estesa area sacra con un tempio tuscanico a tre celle, abbondanti frammenti di terrecotte da sovrapporsi alla copertura lignea e un altorilievo che rappresenta una gigantomachia in proporzione di tre quarti rispetto alle misure reali.

Viene definito dalla letteratura antica come ‘porto’ di Cesare, come ‘città’ e come ‘metropoli’ dei pirati tirreni dai tardi commentatori dell’Eneide di Virgilio.

Grazie ai lavori di restauro finanziati dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio il Castello di Santa Severa si avvia a diventare uno dei più importanti poli culturali sul litorale a nord di Roma; infatti è prevista la creazione di un polo museale che comprenderà i già esistenti Museo Nazionale Antiquarium di Pyrgi, Museo del Mare e della Navigazione Antica e il nuovo Museo della Rocca, attraverso il quale ripercorrere le vicende storiche del sito.

Nel museo della Rocca verranno esposti i reperti ritrovati durante gli scavi svoltisi in concomitanza con i lavori di restauro e curati dalla Soprintendenza e dai volontari del Gruppo Archeologico del territorio Cerite che hanno portato alla luce nell’area del cortile della Rocca una domus romana di epoca imperiale, una necropoli e una chiesa paleocristiana del V secolo, presumibilmente da mettere in relazione al culto della santa martire eponima.

Insomma, all’interno del museo i resti degli scavi e all’esterno i resti del cibo dei bagnanti.

Nicola Gesualdo

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