C'è la crisi e ritornano i comunistiTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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C’è la crisi e ritornano i comunisti

A più di vent’anni dal disfacimento del “socialismo reale” dopo una lunga stagione di marginalità politica, in Europa e nel mondo tornano a contare e a pesare i comunisti. Dalla Russia fino alla Repubblica Ceka e al Portogallo, ci sono ancora partiti importanti che si richiamano apertamente al comunismo.

Nonostante i mal di pancia terrificanti dei media occidentali, noi in Italia lo sappiamo meglio di altri, i comunisti non sono affatto relegati nell’attaccapanni della storia come vogliono farci credere ormai da troppo tempo. Ogni qual volta qualcuno dice di essere comunista, giornalisti ben azzimati e pettinati storcono il naso in tv, contribuendo all’isolamento mediatico e alla “macchina del fango” che da anni lavora a pieno regime contro chi si dichiara orgogliosamente comunista. Stando così le cose non sorprende di leggere commenti parziali e preoccupati ogni qual volta i comunisti tornano a far parlare di sè. Ne abbiamo avuto un esempio nel caso della Repubblica Ceca dove i comunisti hanno conseguito il 15% dei consensi e potrebbero persino diventare presto forza di governo. La “Repubblica” ha subito voluto ricordare il legame del partito comunista ceko con il passato sovietico, quasi fosse preoccupato del ritorno di idee politiche che sperava fossero ormai morte. Ma con la crisi epocale che stiamo attraversando diventa davvero assai difficile sostenere che il buon vecchio Marx avesse torto, e le sue idee quindi rimangono ostinatamente attuali nonostante, ovviamente, abbisognino dei necessari aggiornamenti. Anche in Portogallo il partito comunista lusitano ha conseguito risultati elettorali lusinghieri, superando il 10% dei consensi e confermandosi una forza reale all’interno del Paese. In Grecia il partito di sinistra Syriza ha al suo interno alcune componenti comuniste ed esiste comunque un partito, il Kke, che non è marginale all’interno delle dinamiche politiche del paese ellenico. Per non parlare della Germania, dove la Linke ha conseguito un 8,5% lusinghiero diventando primo partito in molte regioni della ex Ddr, o della stessa Russia, dove il Partito Comunista Russo è il secondo partito nazionale e dove secondo un recente sondaggio circa il 60% dei cittadini russi sarebbe favorevole a un ritorno all’Urss. Se questa è la realtà si rassegni chi vorrebbe il comunismo un grigio cappotto appeso agli attaccapanni della storia, purtroppo o per fortuna i nodi evidenziati da Marx e le risposte da lui ricercate sono ancora attuali, attualissimi, e lo saranno fin tanto che il sistema economico attuale continuerà a provocare inevitabilmente povertà sfruttamento e ingiustizia sociale. In Italia, è verissimo, le forze comuniste sono divise e ormai compromesse ma non dimentichiamoci che nemmeno otto anni fa esisteva ancora una struttura comunista organizzata. Gli errori e i fallimenti uniti a un endemico pessimismo delle classi dirigenti hanno contribuito a rendere marginali e autoreferenziali queste forze, ma nonostante tutto proprio perchè il mondo è ormai globalizzato, prima o poi anche nel nostro Paese sarà opportuno riportare al centro la ricostruzione di una nuova casa, moderna e seria, per i comunisti.

Gracchus Babeuf

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Un commento

  1. e in italia? c’e’ il partito borghese revisionista di ferrero

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