Celac. Tutti uniti per la pace tranne Canada e Stati UnitiTribuno del Popolo
domenica , 20 agosto 2017
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Celac. Tutti uniti per la pace tranne Canada e Stati Uniti

Le delegazioni di ben 33 Paesi si sono ritrovate a Cuba in occasione del secondo vertice della Comunità degli stati dell’America Latina e dei Caraibi. Unici assenti, manco a dirlo, Stati Uniti e Canada.

Il meeting in corso a Cuba è sicuramente un momento molto ma molto importante per il futuro delle Americhe. Il motivo? Si sta tenendo all’Havana il secondo vertice della Comu­nità degli stati dell’America latina e dei Caraibi (Celac). Un vertice che si configura come estremamente importante per il futuro del continente in quanto ospita le delegazioni di ben 33 Paesi, con tanto di capi di stato e di governo, e con i ministri degli esteri, tutti riuniti insieme al segretario generale dell’Onu. Non ci sono però proprio tutti, manca qualcuno, e quel qualcuno sono, manco a dirlo, Stati Uniti e Canada. Proprio gli Stati Uniti rappresentano per le Americhe il Paese che negli ultimi 150 anni ha fatto letteralmente quello che voleva, dalla dottrina Monroe fino agli interventi indiretti in America Latina e America Centrale nel corso del XX secolo. In realtà il Celac riguarda una zona geografica che contiene qualcosa come 600 milioni di abitanti e la cui potenziale economia rappresenta la terza potenza mondiale. Il Pil del Celac nel 2012 è aumentato del 3%, superando anche la media mondiale. Non solo, il Celac possiede anche un quinto delle riserve mondiali di petrolio e circa il 40% delle disponibilità idriche rinnovabili del globo. Ben si capisce quindi come mai il Celac abbia ogni interesse a cercare l’autonomia dagli Stati Uniti per raggiungere una via di sviluppo peculiare, e soprattutto indipendente. 

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(Ecco l’immagine del primo incontro del Celac avvenuto a Caracas con ancora Hugo Chavez in vita)

Già il fatto che la riunione si sia svolta all’Havana ha un forte significato dal momento che gli Stati Uniti hanno messo Cuba ai margini dello scacchiere regionale, mantenendo un immotivato embargo ai danni dell’isola. Tralaltro in modo estremamente simbolico, la riunione del Celac cade nel 161° anni­ver­sa­rio della nascita del poli­tico e poeta cubano José Martí, insieme a Simon Bolivar uno dei personaggi più amati e anche uno dei maggiori teorici della “Patria Grande” latinoamericana. Il grande assente è proprio Hugo Chavez, l’uomo che in vita ha fatto di tutto per far nascere la Celac, motivo per cui Raul Castro ha voluto ricordarlo con un minuto di silenzio. Il presidente cubano ha spiegato come la Celac debba rappresentare un laboratorio di una nuova visione del continente dell’America Latina e del Centro America che abbia l’obiettivo ambizioso di costruire uno spazio politico comune nel quale portare avanti i macro-obiettivi continentali dell’autodeterminazione, della difesa della sovranità nazionale, e anche della redistribuzione dei redditi e del progresso economico. Cuba ha individuato come punti centrali dell’azione del Celac la lotta contro la povertà e la disuguaglianza sociale dal momento che l’America Latina, a oggi, ha la medaglia discutibile di continente più diseguale al mondo. Qualche risultato per fortuna è stato portato a casa negli ultimi tempi, vedi la riduzione della povertà dell’1,4% nel 2o12, mentre il numero di poveri estremi rimane purtroppo alto, ben 23,3 milioni di bambini e adolescenti. “Tutto questo avviene mentre il 10% più ricco dell’America Latina riceve  il 32% delle ric­chezze totali, men­tre il 40% più povero non rag­giunge il 15%“, ha ricordato Raul Castro. Da qui la richiesta da parte del presidente cubano di “una migliore distri­bu­zione delle ric­chezze e degli introiti, un accesso uni­ver­sale e gra­tuito a un’educazione di qua­lità, il pieno impiego, la sicu­rezza ali­men­tare, assi­stenza sani­ta­ria gene­ra­liz­zata, il diritto alla casa e all’acqua pota­bile“. Infine la proposta rivoluzionaria del presidente cubano, che ricordando come non esista sviluppo senza la pace, ha proposto di proclamare la regione come una Zona di pace che bandisca la guerra e l’uso della forza, “nella quale tutti i con­ten­ziosi ven­gano risolti al nostro interno per vie paci­fi­che e in base al diritto inter­na­zio­nale“. Sarà per questo che Usa e Canada non erano presenti? 

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