Celderoli e Bossi, sfida all'ultimo delirio | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Celderoli e Bossi, sfida all’ultimo delirio

Sotto il solleone Umberto Bossi e Roberto Calderoli si sono sfidati in una gara all’ultima boutade. Non bastavano le leggende celtiche del Senatùr, Calderoli ha pensato bene di chiamare “terroni” i due terzi del Parlamento…

Il sole fa brutti scherzi, anche quello temibile della Val Padana che proprio in questi giorni fa boccheggiare dal Piemonte fino al Veneto. Il sole deve aver giocato brutti scherzi al Senatùr e ai suoi caporali, da sempre convinti di avere sangue celtico nelle vene, dimostrando così di essere assolutamente ignoranti della storia recente e passata della nostra Penisola. Calderoli e Bossi hanno quindi deciso di affrontarsi a suon di deliri, e in tutta sincerità è davvero difficile capire chi l’ha sparata più grossa: “Arminio ha sterminato tre legioni romane perché era un uomo di parola. Aveva promesso di liberare il suo popolo e lo ha fatto”, ha sbraitato il Senatùr in persona a Sommacampagna, con gli occhi leggermente bagnati dalle lacrime di commozione ripensando ai prodi germani che fecero esclamare ad Augusto: “Varo ridammi le mie legioni“, dopo che vennero massacrate con l’inganno nella Foresta Nera. Fermo restando che personalmente proprio non capisco che cosa abbiano in comune gli abitanti del 2012 della Val Padana con i germani di Arminio di duemila e più anni fa, Bossi ha voluto persino rincarare la dose, un chiaro esempio di come il caldo non lasci scampo se sottovalutato: “Noi invece non abbiamo avuto un Armin e sono duemila anni che abbiamo i romani sulle palle e non siamo stati capaci di metterli su un treno e spedirli casa”. Addirittura allucinante mettersi dalla stessa parte dei barbari, duemila anni dopo, e vagli a spiegare che all’epoca la Val Padana si chiamava Gallia Cisalpina, ed era piena di coloni che arrivavano dal Sud Italia (Quindi in teoria il sangue dei “padani” potrebbe derivare dai “terroni” e non dagli ariani e algidi vichinghi). Difficile superare cotanto maestro di deliri estivi, ma Roberto Calderoli ha voluto provarci e lo ha fatto dal palco della manifestazione ospitata nella piazza del municipio. Calderoli ha trovato il modo di insultare due terzi del Parlamento, e lo ha fatto dando dei “terroni” ai suoi colleghi deputati e senatori  mentre si compiaceva del fatto che la Lega era riuscita a far approvare un emendamento per l’introduzione del federalismo fiscale in materia sanitari. Non ditegli che secondo una recente indagine il Nord ha superato in evasione fiscale il Centro o il Sud Italia, lasciamoli continuare a vivere nelle loro saghe nordiche tra nibelunghi, tedeschi dai capelli biondi, e longobardi, come in un sogno di mezza estate.

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