Centrafrica. Ancora una guerra appoggiata dall'UeTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Centrafrica. Ancora una guerra appoggiata dall’Ue

Il Consiglio dell’Unione Europea ha annunciato l’immediato lancio di una operazione militare nel Centrafrica per favorire il ritorno della pace. I dubbi e le persplessità però rimangono. 

Photo Credit (AFP Photo / Sia Kambou)

Il Consiglio dell’Ue ha deciso: ci sarà un intervento militare immediato nella Repubblica Centrafricana. Si tratterà della spedizione di circa un migliaio di uomini, almeno inizialmente, legate alla RCA, European Union Force, e che verranno guidate dal generale francese Philippe Ponties. Il loro obiettivo, sempre sulla carta, sarà quello di provvedere alla pacificazione dell’area anche in cooperazione con gli altri paesi africani. La spedizione militare sarà basata a Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana e anche la città più grande come dimensioni e abitanti. Il centro operativo verrà sistemato invece a Larissa, in Grecia. Le truppe verranno dispiegate rapidamente, almeno secondo quanto dichiarato, e sempre sulla carta dovranno proteggere le popolazioni a rischio e creare le “condizioni per provvedere ad aiuti umanitari“. I costi dell’operazione sono molto elevati, si parla di circa 25,9 miliardi di euro per la fase preparatoria a un mandato di sei mesi. La mossa è stata autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione 2134. Catherine Ashton, rappresentante della politica Estera Ue, ha dichiarato che “il lancio di questa operazione dimostra la determinazione dell’Ue nel prendere parte agli sforzi internazionale per riportare la stabilità e la sicurezza a Bangui e nella Repubblica del Centrafrica“. Come al solito però ci sono seri dubbi che il reale intento della missione militare sarà quello di aiutare le popolazioni civili. La Repubblica Centrafricana ha subito crescenti violenze settarie da quanto i ribelli musulmani Seleka hanno preso il potere circa un anno fa. I Seleka hanno cominciato a perpetrare abusi contro la maggioranza cristiana, e la popolazione ha cominciato a colpirli con attentati e attacchi. Attualmente ci sono già state migliaia di morti e centinaia di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Nel dicembre 2013 ben sei soldati del Ciad appartenenti al contingente in loco dell’Unione Africana sono stati uccisi ed è stata ritrovata una fossa comune presso il palazzo presidenziale. Le milizie cristiane ora avrebbero preso il controllo di tutte le principali strade del Paese, isolando la Capitale e mettendo così a rischio potenziale la vita di circa ventimila musulmani che abitano nei dintorni. La speranza è che si riesca perlomeno a porre fine in fretta alla violenze evitando che gli scontri settari causino altri morti tra civili.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top