Cgil, Cisl e Uil insieme in piazza per il LavoroTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Cgil, Cisl e Uil insieme in piazza per il Lavoro

Cgil, Cisl e Uil sono scesi in piazza assieme, dopo dieci anni, a Roma per la manifestazione nazionale unitaria sul tema “Lavoro e’ democrazia”.

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Cgil, Cisl e Uil sono tornati assieme in piazza, a Roma, per rimettere al centro del tavolo della politica il “lavoro”. Dopo oltre dieci anni infatti le tre sigle sindacali del Paese hanno deciso di ripartire insieme per lanciare un segnale chiaro e netto al governo Letta, accusato di essere troppo timido proprio sul tema del Lavoro. Due cortei differenti sono partiti da Piazza della Repubblica e da Piazzale dei Partigiani per raggiungere Piazza San Giovanni, dove si sono tenuti i comizi finali di Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Secondo gli organizzatori sono almeno centomila i manifestanti che sono scesi in piazza convergendo a Roma da tutta Italia  con treni, bus e aerei coinvolti dall’organizzazione. Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento”, ha detto il leader della Cgil Susanna Camusso, La priorita’, deve essere ‘una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensioni‘. Oggi siamo in piazza  perche’ il Paese ha bisogno di risposte rapide per uscire dalla crisi. E la prima risposta di cui il Paese ha bisogno e’ una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati, che permetta di far ripartire i consumi e la produzione”, ha detto ancora la Camusso. E sul piano per il lavoro che il governo si accinge a mettere in campo Camusso dice: ”Abbiamo avuto tante occasioni per dire che sul tema del lavoro si possono fare cose anche importanti che non hanno bisogno di risorse. Il problema e’ che invece si continua a fare una vecchia discussione sul tema della flessibilita’ anche se e’ ormai dimostrato che non e’ utile a far ripartire l’economia”. Insomma senza risposte chiare da parte del governo, la crisi si aggraverà con il rischio di una desertificazione industriale sempre più crescente. Da qui l’appello della Camusso a fare qualcosa per invertire la tendenza della concentrazione della ricchezza in poche mani, e l’appello a Confindustria a evitare le delocalizzazioni produttive come nel caso dell’Indesit.

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