Cgil-Cisl-Uil. Finalmente scioperoTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Cgil-Cisl-Uil. Finalmente sciopero

Meglio tardi che mai, i sindacati hanno deciso di scendere in piazza per riaprire il discorso sulla legge di stabilità. E manco a dirlo il Pd critica la decisione…

Dopo la legge di stabilità i sindacati Cgil-Cisl e Uil hanno finalmente deciso di darsi sentire e di proclamare uno sciopero nazionale di 4 ore, con articolazioni territoriali, fino a novembre. Inutile dire che “da sinistra” riteniamo assolutamente tardiva e insufficiente questa decisione da parte dei sindacati. Inutile dire che Enrico Letta e il suo entourage hanno duramente criticato questa scelta dei sindacati e hanno difeso a spada tratta la manovra. Per farlo ha scelto la cornice del forum dedicato all’Agenda digitale, e ha colto l’occasione per la solita stilettata a chi osa contestare le decisioni del governo imposte al Paese: “Per il governo sono stati sei mesi non banalissimi e non semplicissimi e io ho imparato che si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il meccanismo per non dire dei no: si mettono tutti a bordo e non si decide niente“. Insomma come a dire, io so quello che è giusto per l’Italia, chi non mi crede sbaglia. I sindacati invece la pensano diversamente e i leader di Uil, Cgil e Cisl hanno aspramente preso le distanze dalla manovra del governo dicendo che “condanna il Paese alla stagnazione“. Da qui la decisione di indire manifestazioni di protesta a livello territoriale da oggi e fino al prossimo mese che riescano a influenzare il dibattito parlamentare“. Inutile dire che Stefano Fassina è andato su tutte le furie definendo lo sciopero generale “un errore”. Intervistato da Radio 24, Fassina ha cambiato registro rispetto alle passate polemiche, mostrandosi allineato e fedele a Letta: “Il governo Letta, come tutti i governi europei si trova a muoversi in vincoli stringenti e tutti dobbiamo averne consapevolezza”, ha spiegato aggiungendo che lo sciopero “potrebbe rappresentare per il governo un momento di difficoltà“. Come a dire, tutti zitti e lavorate, che all’Italia ci pensiamo noi.

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