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venerdì , 20 gennaio 2017
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Cgil e studenti in piazza per il Lavoro

Oggi scendono in piazza San Giovanni a Roma la Cgil e gli studenti per protestare per il “Lavoro” e contro una politica che sta impoverendo il Paese.

E’ una Susanna Camusso determinata quella che oggi a Roma partecipa alla manifestazione della Cgil per il lavoro, una manifestazione indetta per dire no “a una politica che sta determinando un progressivo impoverimento del paese”. “Non si puo’ dire a due generazioni – aggiunge il numero uno della Cgil - che il loro futuro e’ la precarieta”’.

Rispetto tutte le opinioni“, ha commentato il ministro del Lavoro Elsa Fornero, interrogata sulla manifestazione odierna della Cgil. “Ho rispetto per la manifestazione dei lavoratori. Lavoratori e sindacati, tutti coloro che vogliono parlare sanno che non mi sono mai tirata indietro. Il lavoro è la mia prima preoccupazione“. La piazza però la pensa in modo leggermente diverso dalla Fornero, anche per questo si è deciso di creare una “agorà del lavoro”, dove verranno costruiti trenta stand, ventuno regionali e altri di categoria, e allestito un palco su cui si alterneranno musica (Casa del Vento, Tosca, Eugenio Finardi) e storie e testimonianze di lavoratori. La Camusso concluderà la giornata con il suo discorso previsto intorno alle ore 16,00. Si tratta quindi di una no stop per il lavoro, partita adesso e che proseguirà fino alle 17,30. L’obiettivo della Cgil “é ricordare al Governo di mettere il ‘lavoro prima di tutto‘”, lo slogan dell’iniziativa. La manifestazione è così anche l’occasione per dare voce e riunire le centinaia di vertenze.

Non ho visto nessuno, non me ne sono accordo“: così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha risposto in merito alla manifestazione della Cgil da un convegno che si tiene proprio accanto alla piazza della manifestazione, nell’Università Laterananse.

STUDENTI IN PIAZZA A FIANCO DELLA CGIL - La Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari  intanto hanno deciso di aderire alla  manifestazione indetta dalla Cgil. “Saremo in piazza al fianco dei lavoratori per ribadire – spiega Daniele Lanni, Portavoce nazionale della Rete degli Studenti – che è necessario rimettere al centro dell’agenda politica dell’Italia la scuola, l’università e il lavoro. Perché è arrivato il momento in cui il Governo e le forze politiche del nostro Paese ascoltino le nostre voci e le nostre idee su queste questioni: l’impegno comune di studenti e lavoratori in questo senso è fondamentale. La condizione del diritto allo studio in Italia ha raggiunto ormai  livelli drammatici. I costi di accesso al mondo della scuola e dell’università rappresentano ormai ostacoli invalicabili per moltissime famiglie italiane, e questo si traduce inevitabilmente in un danno per il futuro del Paese tutto“. “Scenderemo in piazza - dichiara Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu – anche per ribadire il nostro secco no alle scelte di questo Governo di non rispettare la nostra Costituzione. Finanziando, con la Legge di Stabilità, 223 milioni di euro alle scuole private, si ledono palesemente gli articoli costituzionali che non prevedono oneri per lo Stato per le strutture private e che invece garantisce l’accesso ai livelli più alti della formazione ai meritevoli anche se privi di mezzi. Per questo chiediamo al Governo – conclude Orezzi – di destinare i 223 milioni al fondo per il diritto allo studio, perché la scusa della mancanza di soldi non regge più, è una questione di priorità di spesa ed è arrivato il momento che i giovani e il futuro di questo Paese tornino una priorità dell’agenda del Governo“. Anche Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani, sarà in piazza assieme a Cgil e studenti e altri esponenti della sinistra.

La Cgil ha buone ragioni di essere in piazza“, ha detto Pier Luigi Bersani, segretario Pd, da Cernobbio, dove si trova per il Forum Coldiretti. “Io quando sento obiezioni rispetto al fatto che si vada in piazza non sono d’accordo – ha sottolineato Bersani- perché penso che anche il disagio, la sofferenza devono essere raffigurati e avere momenti di interpretazione”. E perché “se si lasciano nel silenzio e nell’isolamento è peggio ancora“.

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