Cgil. Notte fonda a Milano con schiaffi e spintoni davanti alla CamussoTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Cgil. Notte fonda a Milano con schiaffi e spintoni davanti alla Camusso

Brutto episodio a Milano dove durante l’attivo regionale della Cgil con la presenza di Susanna Camusso alcuni rappresentanti della Fiom hanno provato a entrare nella sala e sono stati brutalmente cacciati a schiaffi e spintoni. La Fiom ha però preso le distanze dall’azione.

Davvero un brutto episodio quello accaduto in quel di Milano nel corso dell’attivo regionale della Cgil, dove tra gli altri era presente anche il segretario della Cgil Susanna Camusso. Si trattava di una assemblea sulla carta organizzata solo per le categorie i cui gruppi dirigenti hanno votato “sì” all’accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza, ma un gruppo di delegati aderenti al documento congressuale alternativo “Il sindacato è un’altra cosa” e guidati da Giorgio Cremaschi della Fiom, peraltro componente del Direttivo Nazionale, si è presentato volantinando di fronte alla sala. L’assemblea però non prevedeva la presenza di quelle categorie apertamente contrarie (come la Fiom) all’accordo, né di quelle che hanno espresso “forti perplessità”. Si è cominciato con scontri verbali e poi si è finita con schiaffi e spintoni al punto che Cremaschi ha minacciato conseguenze: “Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica. Noi contestiamo l’accordo sulla rappresentanza e abbiamo presentato un volantino che ricorda che oggi è il 30mo anniversario del decreto Craxi che abolì la scala mobile. Riteniamo che l’accordo del 10 gennaio sia altrettanto grave”A questa assemblea  non è stata invitata la Fiom ed è un’assemblea assurda di coloro che sono per il sì. Volevamo che un nostro delegato potesse formalmente intervenire, hanno reagito con violenza fisica per impedire le nostre richieste di intervento’‘, ha detto ancora Cremaschi, attaccando anche la Camusso, a suo dire responsabile di non aver mosso un dito.

Non è tardata anche la risposta della Fiom che ha voluto in qualche modo prendere le distanze da quanto successo con una nota: ”Abbiamo criticato pubblicamente la decisione di Cgil Lombardia di non coinvolgere la categoria dei metalmeccanici in un’assemblea confederale dei delegati con all’ordine del giorno il testo unico sulla rappresentanza, ma  non essendo stati invitati non c’eravamo proprio. Nessun blitz, quindi, nessuna irruzione’‘, e poi ancora: “Noi siamo la Fiom: dissentiamo, rivendichiamo, non provochiamo. Non permettiamo a nessuno di strumentalizzare le nostre posizioni, trascinandoci su un terreno che non ci appartiene. Detto questo, consideriamo grave e preoccupante che ad un componente del Direttivo nazionale della Cgil e primo firmatario della mozione congressuale ‘Il sindacato è un’altra cosa’, sia stata negata la parola. L’esclusione dei metalmeccanici ad un attivo della Cgil e quanto è accaduto questa mattina confermano l’esigenza di una discussione all’interno della confederazione: la democrazia è una cosa seria, non un optional”. Dal conto suo la Camusso, aspramente contestata all’interno della Cgil dopo le recenti vicissitudini, ha smentito con forza ogni spettro di scissione interna. 

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