Chi combatte l'Isis?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Chi combatte l’Isis?

Chi combatte l’Isis?

 Dopo che nell’ultimo mese il mondo ha conosciuto l’Isis principalmente grazie al video dell’esecuzione del giornalista americano Foley, i giornali hanno riportato le notizie dei massacri perpetrati dal gruppo jihadista tra Siria e Iraq. Ora giungono le notizie dei raid Usa e dei primi rovesci militari dell’Isis, ma chi è che sta combattendo realmente sul campo il Jihadismo? 

Secondo molti analisti, noi compresi, in Medio Oriente siamo di fronte a quella che si configura come la Terza Guerra Mondiale. Credete che esageriamo? Bhe se ci pensate la Prima Guerra Mondiale fu una guerra principalmente europea, e la stessa Seconda Guerra Mondiale venne combattuta quasi interamente in Europa, anche se con propaggini in Nord Africa, Medio Oriente e in Asia. La guerra che si combatte in Medio Oriente dal 2011 a oggi è per certi versi paragonabile a un conflitto globale dal momento che in un modo o nell’altro tutti i principali attori globali sono coinvolti appoggiando una o l’altra delle forze in campo. Ma guerra globale o meno rimane un dato, quello dell’emergere del jihadismo islamico come fattore destabilizzante all’interno degli stessi paesi arabi laici che venivano considerati un baluardo contro il terrore fino al 2011. La rimozione di Gheddafi, la guerra civile egiziana e quella siriana hanno invece mostrato il ritorno del jihadismo come movimento organizzato, e questo lo si deve ai dollari americani e dell’Occidente che hanno utilizzato l’estremismo islamico per destabilizzare i paesi considerati ostili ai propri interessi. Per quasi quattro lunghi anni gli estremisti islamici hanno ricevuto milioni di dollari, armi e documenti dalla Libia fino alla Siria, sfuggendo logicamente al controllo degli apprendisti stregoni che volevano teleguidarli. La cecità dell’Occidente ha portato alla creazione dell’Isis, che oggi sappiamo essere stato finanziato da Qatar, Kuwait e Arabia Saudita, e che sta mordendo le mani del padrone al punto che dopo il video dell’esecuzione del giornalista freelance americano Foley, finalmente gli Usa, non si sa quanto sinceramente, hanno deciso di trattare l’Isis come un nemico. E mentre i media raccontano la leggenda degli Usa che aiutano i poveri Yazidi o i turcomanni massacrati dall’Isis con raid aerei e appoggio ai curdi, chi muore quotidianamente per combattere sul campo gli jihadisti sono eroi senza nome che i media occidentali ignorano cinicamente. Stiamo parlando dei soldati dell’esercito siriano, accusati di crimini di guerra dall’Occidente ma che sono riusciti negli ultimi tre anni a salvare lo Stato siriano dall’avvento di un terribile califfato che procede sterminando tutti quelli che non accettano la versione più estremista della Sharia islamica. Stiamo parlando dei curdi, quelli del Pkk, incredibilmente considerati dei “terroristi” a Londra e Washington, e delle milizie sciite che combattono tutti i giorni, da mesi, contro la follia del totalitarismo islamico. Sono morti a decine di migliaia, decapitati, mitragliati, torturati, e continuano a combattere dalla Siria fino all’Iraq, ma i media occidentali si occupano di loro solo quando fa comodo, preferendo creare mitiche figure di combattenti filoamericani che lottano non tanto per la loro libertà ma per una non meglio specificata “democrazia”. Quello che si sa è che sono gli odiati soldati del “macellaio” Assad o i “terroristi” del Pkk e di Hezbollah quelli che ogni giorno combattono in prima fila contro le barbarie. Tutto il resto è propaganda.

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