Chi salverà Roma dai suoi salvatori?Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Chi salverà Roma dai suoi salvatori?

Chi salverà Roma dai suoi salvatori?

Il Governo di Matteo Renzi ritira il Decreto legge Salva Roma. Il Sindaco Marino minaccia il blocco della Capitale. Nella confusione generale la Città eterna, fagocitata dai bilanci disastrati e dai problemi irrisolti, necessita di misure lungimiranti per sopravvivere.

Fonte: Oltremedianews

Di padroni e di crisi, Roma, ne ha subiti tanti. Ignazio Marino, tutto sembra fuorché un autoritario amministratore della città. Dal Campidoglio può ben vedere il tracollo economico su cui traballa la Capitale. L’ultima possibilità di evitare un default dipende unicamente, o almeno così si vuol far credere, dal Decreto Legge Salva Roma che nella giornata del 26 Febbraio, è stato ritirato dal Governo, con l’intento di ripresentarlo al seguito di un analisi più approfondita del problema. Le soluzioni  alternative di questo Esecutivo potrebbero essere amare; privatizzazioni, tagli, licenziamenti, e persino commissariamento.

Le colpe dell’attuale Sindaco sono marginali, così com’è inefficace la sua velleitaria protesta contro la scelta dell’esecutivo. La minaccia di bloccare la Città sicuramente non spaventa i Romani, che ben sono abituati alla paralisi quotidiana, ne tantomeno Matteo Renzi, che sembra più indaffarato nella sua biblica lista di riforme per sanare miracolosamente in un semestre tutto il male che altri hanno accumulato in decenni.

Questo famigerato Decreto permetterebbe di risanare parzialmente il disastroso bilancio di Roma. Il cui squilibrio tra entrate e uscite è di 860 milioni di euro per il 2013 e 1,2 miliardi per il 2014. Cifre enormi.

La parte più importante è quella che consente un travaso di risorse tra la gestione commissariale e la gestione corrente. Cos’è la gestione commissariale? Dal 2008 c’è un commissario che segue la copertura del debito (circa 12 miliardi di euro) che il Comune di Roma aveva maturato in precedenza. Per ripianare quel debito Roma versa 500 milioni all’anno. Grazie al Salva Roma, la Capitale recupererebbe dalla gestione commissariale 600 milioni che potrebbe spalmare sui bilanci del 2013 e del 2014. Ossigeno di cui le casse del Comune non possono fare a meno. Il Salva Roma prevede anche che il Comune presenti al Ministero dell’Economia un piano triennale di rientro.

Ora, chi vive a Roma sa perfettamente quanto in questi bilanci pesi la mala gestio delle amministrazioni che si sono susseguite sullo scranno del Campidoglio.

La città è imbrigliata nei disservizi quotidiani. I trasporti, le fognature, l’emergenza abitativa. Per citarne pochi dei molti.

Sicuramente i fondi che arriverebbero dal Decreto Legge potrebbero essere importanti per far respirare artificialmente le casse della Città. Ma rimarrà solamente un palliativo dal breve effetto se Marino non deciderà di riorganizzare e reinventare questo fantastico rudere che sopravvive da millenni.

Roma, come tutto il Paese, ha bisogno di una svolta che va cercata altrove rispetto alle politiche di tagli e di austerity. Misure efficaci che puntino ad un progresso alternativo, che non corrisponde ad un regresso, ma ad un migliore e più sano utilizzo delle infinite risorse del nostro territorio.

  Giulio Mario Morucci

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