Chi usa l'Isis e perchè?Tribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Chi usa l’Isis e perchè?

Negli ultimi mesi tutti parlano dello Stato Islamico incutendo terrore e sdegno nell’opinione pubblica occidentale. Eppure sul terreno si fa poco o nulla per contrastarlo il che fa porre alcuni interrogativi. Non solo, sembra quasi che lo Stato Islamico venga utilizzato come una sorta di fattore destabilizzante per conseguire in modo indiretto vantaggi geopolitici ben precisi. In sostanza gli Usa a parole vogliono eliminare l’Isis, ma nella prassi sono nemici di ogni paese che lo combatte sul campo. 

Chi combatte lo Stato Islamico sul campo? A questa domanda dopo ormai due anni di monitoraggio e di notizie che arrivano continuamente dal Medio oriente e dal mondo arabo possiamo rispondere con relativa ambizione di avvicinarci alla realtà. Innanzitutto l’esercito siriano, lui sì dal 2011 in prima fila contro i gruppi jihadisti che hanno ricevuto armi, addestramento e dollari per organizzare una opposizione contro Assad. Poi i curdi, popolazione che abita il Nord della Siria e il Sud della Turchia, oltre che vaste parti settentrionali dell’Iraq, popolazione che ha affrontato quasi da sola l’assalto lanciato delle truppe del Califfo quest’estate. Tra loro sicuramente il Pkk, movimento marxista leninista che viene ovviamente considerato terroristico dall’Occidente ma che combatte senza esclusione di colpi contro i soldati neri del Califfato Islamico ormai da mesi. Costoro sono tutti stati letteralmente abbandonati dall’opinione pubblica internazionale potendo contare solo sulle proprie forze. Abbiamo poi Hezbollah, le milizie sciite libanesi che combattono al fianco dell’esercito siriano ormai da almeno due anni e che stanno aiutando a riconquistare diverse regioni al controllo di Damasco. Accanto a loro milizie secolariste e sciiti popolari che si sono autoproclamate e combattono assieme all’esercito di Assad a livello regionale e territoriale con l’obiettivo comune di scacciare il jihadismo radicale dell’Isis. Ma andiamo in Iraq, dove recentemente alcune fonti iraniane hanno riferito che sarebbero stati abbattuti alcuni velivoli britannici intenti a rifornire le truppe del Califfo. Anche ammesso che tale notizia sia falsa, questo non possiamo saperlo, sappiamo però che il Daesh ha messo le mani su armi americane, forse quelle date da Wshington all’esercito iracheno ma da questo abbandonate misteriosamente di fronte all’avanzata estiva dell’Isis. Anche qui a combattere il Daesh abbiamo alcuni settori, non tutti, dell’esercito iracheno, milizie sciite tra cui Hezbollah in Iraq, diverse milizie secolariste e ufficiali e personali iraniani che coordinano la resistenza contro gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico. Ciò che emerge da questa superficiale analisi è però che tutti coloro che sono nemici dell’Isis sono anche nemici dell’Occidente. Solo un caso ?

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