Chiesti 60 anni di reclusione per Bradley ManningTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Chiesti 60 anni di reclusione per Bradley Manning

Il soldato americano Bradley Manning, arrestato per aver trasmesso dati sensibili sulle azioni militari in Iraq e Afghanistan a Wikileaks, potrebbe venire condannato a 60 anni di reclusione.

Si mette male per Bradley Manning, l’uomo che ha sfidato la Casa Bianca inviando dati sensibili e segreti su Afghanistan e Iraq a Wikileaks, l’organizzazione messa su da Julian Assange. Ora però si mette male per il giovane eroe americano dal momento che le autorità americane hanno chiesto al giudice del tribunale militare di Fort Meade di condannarlo a 60 anni di reclusione. L’accusa vorrebbe che Manning passasse gran parte della vita che gli rimane in galera. Il giudice è il colonnello Denise Lind, e ha già annunciato che giovedì prossimo inizieranno le riflessioni finali sul caso.  Il soldato Bradley Manning, 25 anni, è stato ritenuto colpevole di ben venti capi d’imputazione, di cui sette rientranti nell’Espionage Act. E’ stato però prosciolto dall’accusa più grave, quella di aver aiutato il nemico e per la quale rischiava l’ergastolo. Nelle ultime settimane si sono succedute le varie richieste dell’accusa e della difesa, che ha puntato sui “problemi psicologici” di Manning legati soprattutto alla sua omosessualità.Il rappresentante dell’accusa, il capitano Morrow, ha dichiarato che i crimini commessi da Manning sono “sufficientemente oltraggiosi da meritare 60 anni“, aggiungendo che “gli Stati Uniti non formulano questa richiesta con leggerezza” e chiedendo che Manning sia congedato con disonore e condannato a pagare 100.000 dollari di multa. Il soldato Manning rischia fino a 90 anni di reclusione.

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