Chiude "L'Unità" e all'improvviso tutti si ricordano la sua storiaTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Chiude “L’Unità” e all’improvviso tutti si ricordano la sua storia

Chiude L’Unità, lo storico giornale fondato da Antonio Gramsci, e all’improvviso a migliaia si strappano le vesti urlando allo scandalo. Ma dove erano costoro quando, quotidianamente, L’Unità ha rinnegato ogni millimetro dell’insegnamento del suo fondatore? 

L’Unità per noi ha sempre significato molto, siamo perfettamente consapevoli della sua storia gloriosa e del suo passato straordinario, e siamo altrettanto consapevoli di come  il quotidiano fondato da Antonio Gramsci abbia negli ultimi anni completamente cambiato indirizzo. Forse proprio per questo la notizia della sua chiusura ci ha lasciato quasi indifferenti, e non certo per cinismo o per insensibilità, ma perchè per noi l’Unità era in realtà già stata uccisa da troppo tempo. Chissà cosa avrebbe detto Antonio Gramsci della linea adottata dal suo quotidiano nei fatti recenti che vanno dall’avvento di Renzi ai cambiamenti della Costituzione fino all’allineamento filo Nato in politica estera, vedi in Ucraina. Beninteso siamo in democrazia e quindi tutti possono scrivere quello che vogliono, così come facciamo noi, ma proprio non riusciamo a comprendere i pianti isterici di centinaia di utenti che, alla notizia della chiusura del quotidiano, si sono all’improvviso ricordati della storia gloriosa dell’Unità e di quello che, in teoria, dovrebbe rappresentare. Dove erano e cosa facevano questi personaggi quando l’Unità nel corso degli ultimi dieci anni ha sostanzialmente dissipato ogni ricordo della memoria di Gramsci e dei comunisti italiani? Eh sì perchè forse giova ricordare che l’Unità era il quotidiano comunista che usciva clandestinamente negli anni del fascismo e alla cui stesura parteciparono con tenacia ed eroismo anche i membri della Resistenza. Per decenni L’Unità è stato il riferimento della parte buona, della parte migliore e progressista della nostra Italia, poi è cambiato assieme alla società, in peggio, rinnegando in modo vergognoso il suo stesso passato. Ora, disperati, molti chiedono che sia lo Stato a prendersi carico dell’ “Unità” per impedirne la chiusura, come se il quotidiano stesso fosse un monumento da preservare. E noi saremmo anche d’accordo non fosse che secondo noi è più importante quello che un giornale dice rispetto a quello che rappresenta. E infatti l’Unità a noi è sembrata adottare una linea dal sapore di presa in giro nei confronti di quella stessa storia che dovrebbe rappresentare, al punto che forse la sua chiusura non sarebbe il male peggiore. Fondato nel 1924 quando il fascismo diventava sempre più oppressivo, L’Unità oggi è diventato l’0rgano di stampa di un partito che probabilmente ritiene i comunisti alla stessa stregua dei fascisti. Forse, al posto che disperarsi per la chiusura dell’Unità, i coccodrilli dovrebbero piangere pensando a questo. Noi siamo sicuramente tristi che d’ora in avanti l’Unità non esisterà più, ma per noi era già morta da diversi anni.

GB

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top