Chomsky accusa gli Stati Uniti: "Questa è una società molto razzista"Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Chomsky accusa gli Stati Uniti: “Questa è una società molto razzista”

Il professore Noam Chomsky ha rilasciato un’intervista a GRITv sui fatti di Ferguson accusando la società americana di essere estremamente razzista e di non essere progredita molto in questo ambito dalla Guerra Civile a oggi.

Parole molto dure quelle di Noam Chomsky che del resto non è certo nuovo a uscite fuori dagli schemi non esitando a dire sempre e comunque quello che pensa. Il tema del razzismo e della discriminazione razziale negli Stati Uniti è un tema ancora molto sentito a dispetto dei proclami, al punto che essere una persona di colore nell’America del XXI secolo è ancora un problema. Il professor Chomsky è stato intervistato su questo tema da GRITv anche riguardo ai fatti di Ferguson, e ha dato risposte molto interessanti . Secondo lui infatti non sarebbe improbabile che le proteste di Ferguson scatenatesi a seguito dell’uccisione di un giovane di colore da parte della polizia si trasformassero in un vero e proprio movimento politico antirazzista e di giustizia sociale, visto e considerato che i principi fondativi dell’America, a detta di Chomsky, sarebbero la schiavitù e lo sterminio della popolazione indigena. Non solo, Chomsky ha anche detto che i fatti di Ferguson dimostrano quanto poco siano progredite le relazioni razziali negli Stati Uniti dalla fine della Guerra Civile Americana. “Questa è una società estremamente razzista”, ha detto, “E’ quasi sconvolgente. Quello che è accaduto agli afroamericani negli ultimi 30 anni è simile a quello che Baptist  (Edward E. Baptist in The Half Has Never Been Told: Slavery and The Making of American Capitalism) ha descritto alla fine del diciannovesimo secolo“. Chomsky ha anche accusato apertamente Ronald Reagan, ex presidente americano, di essere un estremista razzista, e ha ricordato come la sua guerra alla droga abbia contribuito a rendere impossibile per la comunità afroamericana e ispanica di essere parte della comunità americana. “Infatti se si guarda alla storia americana, i primi schiavi sono arrivati nel 1619 circa mezzo millennio fa. Ora abbiamo solo tre o quattro decadi nelle quale gli afroamericani hanno avuto piccoli concessioni di libertà.”, ha aggiunto, lanciando quindi un feroce capo d’accusa alla storia degli Stati Uniti. A questo riguardo segnaliamo un articolo scritto qualche tempo fa sull’argomento..

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