Chomsky sulla questione "Crimea": "Altro che feroce invasione"Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Chomsky sulla questione “Crimea”: “Altro che feroce invasione”

Noam Chomsky ha detto la sua in merito alla crisi in Ucraina non allineandosi alla indignazione dell’Occidente sulle vicende in Crimea e accusando i giornalisti e i commentatori politici occidentali di essere asserviti al “pensiero comune”. 

Noam Chomsky, professore  eme­rito di lin­gui­stica al Mas­sa­chu­setts Insti­tute of Tech­no­logy, è stato intervistato da “Il Manifesto” riguardo alla crisi Ucraina tra Occidente e Russia che hanno fatto parlare molti di una nuova Guerra Fredda. Chomsky, che è noto per parlare fuori dai denti, si è detto molto preoccupato per la situazione ma ha preso posizione in modo netto contro l’atteggiamento isterico e illogico dell’Occidente. ”Quanto alla Cri­mea, fac­cio dav­vero fatica ad asso­ciarmi all’indignazione dell’occidente. Leggo in que­sti giorni edi­to­riali assurdi, a livello di guerra fredda, che accu­sano i russi di essere tor­nati sovie­tici, par­lano di Ceco­slo­vac­chia, Afgha­ni­stan. Ma dico, scher­ziamo? Per un gior­na­li­sta, un com­men­ta­tore poli­tico, scri­vere una cosa del genere, oggi, signi­fica avere svi­lup­pato una capa­cità di asser­vi­mento e subor­di­na­zione al «pen­siero comune» che nem­meno Orwell avrebbe potuto imma­gi­nare. Ma come si fa? Mi sem­bra di essere tor­nato ai tempi della Geor­gia, quando i russi, entrando in Osse­zia e occu­pando tem­po­ra­nea­mente parte della Geor­gia, fer­ma­rono quel pazzo di Sha­kaa­sh­vili, a sua volta (mal) «con­si­gliato» dagli Usa. I russi, all’epoca, evi­ta­rono l’estensione del con­flitto, altro che feroce invasione“, ha detto Chomsky che ci ha tenuto poi a precisare di non essere nè filo-russo nè un ammiratore di Vladimir Putin. Peccato che Chomsky proprio non riesca a dimenticarsi dell’invasione dell’Iraq del 2003, quando gli Stati Uniti mentirono al mondo intero con la storia delle presunte armi di distruzione di massa, intervenendo senza un mandato Onu a migliaia di chilometri di distanza, e si chiede quindi provocatoriamente sulla base di cosa, oggi, gli Stati Uniti si indignino per la Crimea: “Voglio dire, non mi sem­bra che ci siano state stragi, puli­zie etni­che, vio­lenze dif­fuse. Io mi chiedo: ma per­ché con­ti­nuamo a con­si­de­rare il mondo intero come nostro ter­ri­to­rio, che abbiamo il diritto, quasi il dovere di «con­trol­lare» e, nel caso, modi­fi­care a seconda dei nostri inte­ressi? Non è cam­biato nulla, alla Casa Bianca e al Pen­ta­gono, sono ancora con­vinti che l’America sia e debba essere la guida – e il gen­darme – del mondo“. Interrogato poi su chi si debba temere maggiormente tra Russia e Cina, Chomsky ha detto di temere di più gli Stati Uniti, ricordando come sia anche il pensiero del 70% degli inter­vi­stati di un recente son­dag­gio inter­na­zio­nale svolto in Europa e citato anche dalla Bbc. Secondo il sondaggio suggerito da Chomsky gli Stati Uniti sono più temuti di Pakistan, India e Cina, solo per fare un esempio. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/jeanbaptisteparis/4295851585/”>jeanbaptisteparis</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>

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