Ci lascia Francesco Rosi, addio maestroTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Ci lascia Francesco Rosi, addio maestro

Aveva 92 anni Francesco Rosi, regista e sceneggiatore che nel corso della sua straordinaria carriera ci ha regalato capolavori come “Mani sulla Città”, “Uomini contro”, e “Cadaveri Eccellenti”. Rosi si è spento a Roma dopo una carriera che lo ha portato a diventare un maestro del neorealismo e a vincere il Leone d’Oro. Indimenticabile la sua collaborazione con Gian Maria Volontè. 

Addio al maestro Francesco Rosi, uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano e non solo che si è spento all’età di 92 anni nella sua casa di Roma. Nato a Napoli nel 1922, Rosi ha avuto una carriera che non ci vergogniamo di definire unica e straordinaria. Solo pochi mesi fa Rosi si era recato nel Cinema America di Roma, occupato da alcuni ragazzi appassionati di cinema con i quali aveva discusso di politica, ma anche di film, cinema e tanto altro, mostrando come anche a 92 anni Rosi non avesse rinunciato all’iniziativa culturale. Nella sua lunga carriera Rosi ha firmato capolavori come  “Mani sulla città”, “Cadaveri eccellenti”, “Uomini Contro” che in un modo o nell’altro hanno segnato la storia. La sua vera carriera cominciò nel 1946 come assistente di Ettore Giannini per l’allestimento teatrale di “O Voto” di Salvatore Di Giacomo. Divenne anche aiuto regista di Luchino Visconti per i film “La Terra trema” nel 1948, e “Senso” nel 1953. Ma il vero filone di Rosi fu quello dei film di inchiesta come “Salvatore Giuliano” nel 1962, mentre è del 1963 “Le Mani sulla città“, film di denuncia capolavoro nel quale venivano denunciate le collusioni tra istituzioni e sfruttamento edilizio a Napoli. “Le Mani sulla città” venne poi premiato con il Leone d’Oro al Festival di Venezia, e venne considerato uno dei capolavori del cinema politico d’inchiesta. Ma il maestro ha vinto anche la Palma di Cannes per il “Caso Mattei” e ha ricevuto una serie interminabile di premi e titoli per la sua unica filmografia. Rosi fu un maestro del neorealismo e oggi ci ha lasciato con dignità, con silenzio e lasciandoci intorno un vuoto molto profondo che forse nessuno riuscirà mai più a colmare. Rosi come altri registi sperava di raccontare la realtà senza veli, magari permettendo così agli spettatori di riflettere sul presente, un cinema impegnato e di inchiesta ma anche artistico che oggi non esiste semplicemente più. 

 

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