“Ci vuole più Europa” cit.Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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“Ci vuole più Europa” cit.

Problemi di democrazia? “Ci vuole più Europa”. Problemi di integrazione? “Ci vuole più Europa”. Problemi economici? “Ci vuole più Europa”. Problemi sociali? “Ci vuole più Europa”. In pratica la parola Europa è un jolly. Quando manca un qualcosa si aggiunge la parola Europa e il discorso quadra alla perfezione. 

Fonte: CercareIlVero

Poi ognuno può dare il significato che vuole alla parola Europa, tanto non sta scritto in nessun dizionario cosa vuol dire se non intesa come espressione geografica.
Cos’è l’Europa? Eviterò, per motivi di tempo, di ripercorrere gli ultimi millenni di storia e mi limiterò brevemente al XX secolo e ai primi anni di questo XXI secolo.

Nella prima metà del XX secolo, come Europa abbiamo appena scatenato le due peggiori guerre che questo pianeta abbia  mai conosciuto: la prima e la seconda guerra mondiale. Negli anni successivi, senza volersi soffermare sulla continuazione di politiche coloniali portate avanti da alcuni paesi europei, siamo stati terreno di scontro tra due paesi non europei, Stati Uniti e Unione Sovietica. L’autonomia, da ambo le parti, salvo rare eccezioni successivamente rientrate nei “canoni standard”, era pressoché nulla.

Crolla l’Unione Sovietica e i paesi europei si danno alla pazza gioia facendo saltare per aria uno dei più complessi e interessanti Stati europei, la Jugoslavia. Bombardamenti e massacri, ovviamente con a fianco gli “amici” di sempre (il governo USA), creano le basi culturali per l’Europa che si sta avvicinando al XXI secolo.
Rasa al suolo la Jugoslavia, incentivando odio etnico e religioso, l’Europa pensa bene di procedere, chi più e chi meno, a bombardare, o comunque destabilizzare, altri paesi considerati incivili.

Per citare gli ultimi esempi, basti pensare alla Libia resa un parcheggioda alcune aviazioni occidentali (aviazioni democratiche però eh!), allaminacciata invasione (invasione umanitaria, ci mancherebbe) della Siria (quest’ultima difesa fortunatamente da Iran, Russia e Cina) o all’appoggio ai nazifascisti ucraini i quali si divertono ad ammazzare i propri (ex?) concittadini nell’est del paese per fare un favore a qualche pazzo fanatico occidentale.

Nei momenti di difficoltà interna poi è ancora più imbarazzante il comportamento europeo. Un paese soffre economicamente (ad esempio la Grecia)? Ottimo, è il momento di presentarsi là in posizione di forza e costringerlo a svendere il proprio patrimonio. Un paese è in difficoltà per il flusso migratorio (migranti che scappano dopo “l’arrivo della democrazia” esportata da USA e UE)? Lasciamo che si arrangi e poi, da qualche conferenza stampa in un qualche palazzo di vetro, lo accusiamo di nazismo e fascismo perché si trova ad affrontare un problema più grande di lui.
Ora, onestamente, ma quale “più Europa” volete? Quella che non esiste a quanto pare.

Chissà se domani un australiano si sveglierà e dirà “ci vuole più Oceania”. Tutti si domanderanno “cioè?”.
Ecco, forse sarebbe ora e tempo che qualcuno, quando sente la solita filastrocca del “ci vuole più Europa”, chieda “e cioè?”.

Davide Busetto

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