Ciao, tu lo conosci TED?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Ciao, tu lo conosci TED?

TED è un network di conferenze in cui si raccolgono le idee più innovative da pensatori di tutto il mondo. Nato nel 1984, rappresenta oggi un potentissimo strumento di diffusione delle innovazioni in tutti i campi. Aperto a tutti attraverso il web, il motto “Idee da condividere” racchiude perfettamente lo spirito dell’iniziativa

Fonte: Oltremedianews

Il riferimento ad una celebre battuta della nota sitcom americana How i met your mother nasce spontaneo. TED (acronimo di Technology Entertainment Design) è il network di conferenze più influente del mondo. Valerio Bazzan su pagina99 l’ha definito il “Bilderberg delle idee”, della cultura mondiale. E non a torto. Le menti più brillanti degli ultimi 30 anni sono passate di qui. Da Bill Gates a Steve Jobs, giusto per richiamare due nomi noti all’immaginario collettivo. Quello che accomuna tutte i relatori da tutto il mondo sono appunto le idee. Da condividere e su cui collaborare. E sono proprio la condivisione e la collaborazione, oltre naturalmente l’innovazione, i principi cardine dell’iniziativa. Ideas worth spreading.

Nel 2014 TED compie 30 anni. Nasce infatti nel 1984 dall’iniziativa di Richard Saul Wurmann, un designer americano che cercava di creare un luogo di incontro tra tecnologia e nuovi media. Nel 2002 il passaggio di consegne all’imprenditore tecnologioco Chris Anderson. Ma come funziona? Spieghiamo prima di tutto l’accostamento al Bilderberg. La quota annuale per partecipare fisicamente alle conferenze che si tengono in gran parte tra gli Stati Uniti e il Canada (solo da pochi anni si tiene un TED-global in UK) è di 6000$. Ma ciò che lo distingue nettamente dalla temuta riunione segreta è l’apertura dei contenuti. ted.com contiene quasi 2000 interventi, tutti disponibili gratuitamente. Economia, tecnologia, ambiente, salute, politica sono solo alcune delle tags rintracciabili.

Tempo di durata dell’intervento improrogabilmente entro i 18 minuti. Argomentazioni quindi mirate, chiare e quanto il più possibile coinvolgenti. Una modalità di presentare che sta influenzando lo stesso concetto di conferenza. Un vero e proprio strumento di globalizzare la conoscenza. Una diffusione molto efficace grazie soprattutto al sistema di traduzione (le conferenze sono sottotitolate e i contenuti tradotti in 21 lingue, tra cui l’italiano) che permette la comprensione anche ai meno avvezzi all’inglese. Una fonte di informazione non convenzionale e altamente competente che permette a chiunque di tenersi aggiornato sui risultati più innovativi che si stanno raggiungendo nel campo della ricerca. Non la classica lezione accademica, ma uno sguardo reale e creativo al mondo delle idee e di quello che nel futuro potrebbe essere la quotidianità.

  Luca Michele Piscitelli

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