Ciao Vik. Tre anni dopo impossibile dimenticareTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Ciao Vik. Cinque anni dopo impossibile dimenticare

“Faremo della delle nostre vite poesie, fino a quando la libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi”  [Vittorio Arrigoni]

Il 15 aprile del 2011 ci lasciava Vittorio Arrigoni. Vik non era uno come tanti, era un ragazzo che aveva dedicato la sua vita ad aiutare i più deboli, a capire il perchè dello sfruttamento, dell’oppressione e dell’odio. Anche per questo aveva fondato il suo blog, Guerrilla Radio, un blog che voleva informare il mondo di quello che succedeva nella Striscia di Gaza, lo stesso luogo dove è morto. Vik è diventato famoso raccontando quello che vedeva con i suoi occhi, le sofferenze di un popolo, la violenza dei bombardamenti e della guerra che aveva provato sulla sua pelle dal momento che si trovava proprio lì nel 2009, quando Israele varò l’operazione Piombo Fuso. In quell’occasione furono 1300 le persone a morire e oltre 20.000 le case danneggiate, e noi siamo riusciti a sapere tutto questo anche grazie a lui. Vik amava l’infanzia e amava stare a contatto con i bambini, era un ragazzo buono, e forse anche per questo sua madre, Egidia Baretta, ripercorre la vita del figlio su e giù per l’Italia, ricordando quanto fosse speciale la vita di quel ragazzo che si era messo al servizio degli altri. Del resto Vik prima di trovare la sua casa in Palestina aveva visitato anche Romania, Togo, Polonia, Tanzania, Estonia e Congo, paese dove si era recato come osservatore Onu per le elezioni del 2006. “Restiamo Umani”, era il suo motto, e concludeva in questo modo tutti i suoi interventi sul blog di Guerrilla Radio, assomigliando in questo almeno un pò a Peppino Impastato. Si potrebbe scrivere molto della sua profondità umana, della sua bravura come cronista e della sua generosità come attivista, quello che possiamo dire è che Vik ha lasciato qualcosa a noi tutti, un qualcosa che ci ha arricchito e che non dimenticheremo mai.

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