Cile. Bachelet inaugura una nuova stagione di riforme a sinistraTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Cile. Bachelet inaugura una nuova stagione di riforme a sinistra

Michelle Bachelet torna alla Moneda tre anni dopo la sconfitta patita alle ultime presidenziali contro Pinera, l’unico presidente di centrodestra dalla fine di Pinochet. Un successo della sinistra conseguito anche grazie al prezioso contributo dei comunisti cileni. 

Nel 2010 Michelle Bachelet era stata sconfitta da Pinera, uomo forte del centrodestra, il primo a rompere il monopolio della sinistra dopo la fine della feroce dittatura militare di destra di Pinochet. Il suo primo mandato era stato un mandato debole, con poche riforme che non sono riuscite a scardinare alcuni vecchi pilastri della società cilena. Ironia della sorte ora Bachelet ha vinto, questa volta al ballottaggio contro la figlia di un generale golpista, una vittoria importante anche perchè conseguita con dei rapporti di forza differenti da quelli del passato. Anche la coalizione politica che ha appoggiato la Bachelet è cambiata, e ha incluso al suo interno i comunisti, capaci di porsi alla testa di diversi movimenti studenteschi, vedi la popolarità raggiunta da Camila Vallejo. Alla fine il programma della Bachelet ha ottenuto ben il 61% dei voti contro la sfidante Evelyn Matthei (37%), anche se il dato di fondo rimane un astensionismo vertiginoso. Alla testa del programma della sinistra capeggiato dalla Bachelet però troviamo la lotta alla disuguaglianza, un chiodo fisso proprio dei comunisti che hanno costruito su di essa la loro ascesa dal momento che il Cile è uno dei paesi più diseguali del continente. Per questo motivo la Bachelet sarà chiamata a porre in atto riforme progressiste e strutturali capaci di trasformare un Paese rimasto troppo uguale a quello di Pinochet. Una delle prime riforme cui sarà tenuta a rispondere è quella dell’istruzione, altro chiodo fisso dei comunisti, che da tempo denunciano la sua ineguaglianza profonda con un sistema dell’istruzione ormai completamente classista e privatizzato. Il governo dovrà poi anche imporre una maggiore equità fiscale, un’altra delle priorità per il Paese. La Presidenta può contare alla Camera, grazie alla coalizione Nueva Mayoria 67 deputati (di cui 6 comunisti fra le quali la giovane Camila Vallejo e Karol Cariola leader della Gioventù Comunista cilena), 9 in più che nella precedente legislatura, Alianza 49. Al Senato può disporre invece di 21 senatori contro i 16 della destra (più uno indipendente); numeri questi che possono permettere alla Bachelet di modificare diverse leggi, non però quelle costituzionali.

 

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