Cile. Camila Vallejo e il sogno che fu di AllendeTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Cile. Camila Vallejo e il sogno che fu di Allende

Camila Vallejo, pasionaria comunista cilena, ha concesso una intervista per “La Stampa” nella quale ha parlato della situazione politica cilena e del grande sogno che vorrebbe portare avanti nel Paese, lo stesso che fu di Salvador Allende.

Quando si parla di Cile non si parla di un paese come un altro. Quanto successo in quel maledetto 1978 infatti è ancora vivido nelle pupille di chi ha assistito a quel terribile golpe, ma anche chi è nato dopo non può dimenticare. A distanza di anni il Cile mantiene ancora parecchi problemi derivanti tutti dal periodo di Pinochet, vedi la pessima redistribuzione della ricchezza, un sistema dell’istruzione completamente in mano ai settori privati, e così via. Da allora molte cose sono cambiate, e la sinistra cilena sembra essere finalmente pronta a ritagliarsi un posto d’onore e a mirare alla vittoria. L’emblema di questa nuova sinistra è Camila Vallejo, 25enne pasionaria del partito comunista Cileno, il nuovo volto del movimento studentesco cileno che ha sfidato il centrodestra di Pinera. Diventata madre da meno di un mese, Camila ha concesso una interessante intervista a “La Stampa” nella quale ha parlato della situazione politica e di quello che intende fare nei prossimi mesi. Eletta deputata, Camila ha ammesso che alla fine del 2011 si rese per la prima volta davvero conto che avrebbe potuto combattere “una grande battaglia”, poi però la giovane ha raggiungo la consapevolezza che “scendere in strada e protestare non bastava. Bisognava prendersi la responsabilità e fare qualcosa per consolidare tutta quella forza“.

Ho sempre avuto fiducia nel lavoro fatto per strada. Siamo stati molto sul territorio, parlando faccia a faccia con le persone. Però il risultato ha superato le aspettative. Oggi il Cile si è svegliato e vuole cambiare. Questo va oltre la mia candidatura, ci sono gli altri deputati del Partito comunista o gli altri ex dirigenti universitari, i loro risultati sono tutti parte di questa voglia di cambiare“, ha detto Camila Vallejo ai microfoni del quotidiano torinese, mostrando di avere le idee molto chiare. La Vallejo ha poi ricordato come in Cile manchi ancora molta educazione civica, una eredità questa della dittatura di Pinochet. Anche in Cile la disaffezione popolare nei confronti della politica è diventata preoccupante, per questo Camila Vallejo ha deciso di spendersi per rilanciare un grande progetto nell’educazione. Obiettivo della sinistra e dei comunisti è anche quello di parlare di una nuova Costituzione per modificare quella ereditata dalla dittatura militare. “Riprenderemo il progetto di Salvador Allende, che è stato interrotto ma non sconfitto. La dittatura di Pinochet ha lasciato una profonda ferita che ancora non è stata sanata. Ora si tratta di recuperare quello che ci è stato tolto“, ha poi detto con enfasi. Il giornalista ha poi chiesto provocatoriamente alla Vallejo come mai ora i movimenti studenteschi, gli stessi che ha guidato per anni, la criticano. Secca la risposta della Vallejo: “Questa è una caratteristica dei movimenti. Devono mantenersi indipendenti rispetto ai governi di turno. È proprio così che danno vita ai cambiamenti. Abbiamo bisogno di un Parlamento aperto alla partecipazione dei cittadini in generale, non che dica: “Questo è quello che vogliamo, dovete adeguarvi”, ma che sappia ascoltare tutti e io sono disposta a ascoltare anche chi mi critica“. 

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