Cile. Tutto fermo per lo sciopero generaleTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Cile. Tutto fermo per lo sciopero generale

Si infiamma il Cile con uno sciopero generale indetto nelle scorse ore contro il governo liberista di destra di Sebastian Pinera. 

Tutti parlano del Brasile, forse perchè il governo di Brasilia è “scomodo” e i media per più di un motivo danno importanza alle proteste, pur giuste, dei cittadini brasiliani nei confronti del loro governo. In Cile invece, dove al governo si trova il “rassicurante” per l’Occidente Sebastian Pinera, liberista di destra autore di devastanti privatizzazioni, la popolazione è scesa in piazza per uno sciopero generale chiedendo un miglioramento delle condizioni di lavoro, un aumento dei salari, un sistema pensionistico e di istruzione pubblici. Sindacati e organizzazioni politiche e sociali  hanno proclamato una mobilitazione generale contro un esecutivo che ha ammiccato più volte, e senza problemi, al regime fascista di Augusto Pinochet, ispirato a turboliberismo e privatizzazioni selvagge. Negli scorsi anni a schierarsi in prima fila contro Pinera sono stati soprattutto i giovani, gli studenti, sostenuti sia dal mondo dell’istruzione, sia da organizzazioni di precari. Stavolta però le piazze cilene verranno invase da migliaia di persone, lavoratori aderenti alla Central Unitaria de Trabajadores (CUT) che oggi protesta per chiedere migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali. Si chiede anche un sistema nazionale di istruzione gratuito e di qualità, rivendicazione che negli anni scorsi ha costruito le più grandi mobilitazioni di massa mai viste in Cile dalla fine di Pinochet. .La piattaforma della CUT si articola intorno a tre rivendicazioni: la riforma legislativa del sistema del lavoro, l’eliminazione del sistema pensionistico privato, la riforma fiscale. A queste riforme si aggiunge il riconoscimento del salario minimo, agganciato al costo della vita e da applicarsi in ogni settore ed angolo del paese. Per ottenere tutto ciò i sindacati hanno indetto cinque giorni di mobilitazioni che culmineranno nello sciopero generale. Molti militanti del CUT sono andati a protestare proprio di fronte al Palazzo de la Moneda, la sede del governo di Santiago. Qui i lavoratori hanno dato avvio a una vibrante protesta contro il governo, battendo pentole e mestoli in segno di contestazione. 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top