Cina. 110 anni fa nasceva Deng XiaopingTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Cina. 110 anni fa nasceva Deng Xiaoping

Cina. 110 anni fa nasceva Deng Xiaoping

Circa 110 anni fa nasceva Deng Xiaoping nella provincia del Sichuan. All’epoca la Cina era ancora una società feudale in balia delle potenze imperialiste, in un secolo quante cose sono cambiate all’ombra della Grande Muraglia..

Lo chiamano il “piccolo timoniere” Deng Xiaoping, piccolo solo perchè in Cina è ancora vivido il ricordo del “grande” timoniere, quel Mao Zedong che ha impresso il suo sigillo nella storia del XX secolo, e non solo di quella cinese. Non per questo però Deng Xiaoping, nato 110 anni fa a Guang’an, nella pro­vin­cia del Sichuan,è meno importante per la storia della Cina. Più di un secolo fa la Cina era molto diversa di oggi, si trattava di territorio di conquista dell’Occidente e delle potenze imperialiste che negavano a un popolo dalla storia millenaria anche solo la dignità e l’indipendenza. Si trattava di una Cina ancora feudale, rurale, dove le grandi potenze arrivavano per prendere quello che volevano, quando volevano. Uomo dalla levatura intellettuale notevole, Deng Xiaoping oggi ha lasciato un segno importante nella storia della Cina lasciando una eredità che nel Partito Comunista Cinese non possono che giudicare positivamente. Fu lui, del resto, a teorizzare il “socialismo con caratteristiche cinesi”, e fu sempre lui a mettere per certi da parte l’ingombrante figura di Mao e a recuperare a Pechino il territorio di Hong Kong. Ma Deng Xiaoping fu anche colui che seppe tenere la barra dritta nel 1989, quando il mondo finiva sottosopra e anche Pechino rischiò di venire travolta dalle rivolte di piazza Tiananmen, quando migliaia di studenti erano decisi a chiedere le Riforme. Deng capì che in quel momento il futuro stesso del socialismo cinese era stato messo in pericolo e si assunse di fronte alla storia la responsabilità di reprimere quella rivolta, che poi tanto pacifica non era, salvando così il ruolo centrale e di guida del Partito Comunista Cinese. Fu famosa la sua frase emblematica “Arricchitevi, al resto ci pensiamo noi”, una frase che la dice lunga sul cambio di rotta che Pechino intraprese dopo il 1989. Xi Jinping, il presidente della Cina odierna, tecnologica e sempre più moderna, ha voluto celebrare il suo ricordo chiamandolo un “lea­der ecce­zio­nale, un grande mar­xi­sta, un grande rivo­lu­zio­na­rio pro­le­ta­rio, sta­ti­sta, stra­tega mili­tare e diplo­ma­tico, un pro­vato com­bat­tente comu­ni­sta, archi­tetto della riforma socia­li­sta della Cina, dell’apertura e della moder­niz­za­zione, pio­niere del socia­li­smo con carat­te­ri­sti­che cinesi” . Del resto proprio Xi Jinping sembra aver preso qualcosa di Deng e qualcosa di Mao, rendendo particolarmente sfaccettata la sua presidenza dal momento che sembra aver preso dal “grande timoniere” l’importanza e il rilancio dell’ideologia, e dal “piccolo” la lotta alla corruzione e le riforme economiche. Deng infatti fu un maoista convinto e con una celebre frase definì l’operato di Mao come “70% buono e 30% cattivo”, con una chiara allusione al balzo in avanti e alla rivoluzione culturale; ma anche XI Jinping sarebbe stato un maoista di provata fede. Incredibilmente Deng Xiaoping è finito per diventare un idolo tanto per i comunisti ortodossi, in quanto permise al Partito di rimanere al centro della vita della Cina, quanto per i liberali dal momento che ha aperto la Cina al mondo dopo decenni di chiusura a riccio.

DC

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