Cina. Anche Pechino trascinata verso la lotta all'Isis?Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Cina. Anche Pechino trascinata verso la lotta all’Isis?

I fatti recenti sembrano suggerire una maggiore attenzione da parte di Pechino allo scenario mediorientale, con particolare attenzione allo Stato Islamico. Nelle ultime ore infatti ben 28 presunti jihadisti sono stati uccisi nello Xinjiang e qualche giorno prima l’Isis ha annunciato di aver ucciso l’ostaggio cinese  Fan Jinghui a cui vanno aggiunti tre alti dirigenti di una società statale cinese nell’ultimo assalto jihadista in Mali.

Fino a questo momento la Cina si era limitata a osservare attivamente la situazione in Siria ma senza farsi coinvolgere direttamente. Negli ultimi mesi però la situazione in Siria sembra essere andata fuori controllo con l’Isis che ha cominciato una campagna di attentati che ha colpito Beirut e Parigi con dei terribili massacri. La Russia ha cominciato a bombardare in modo massiccio lo Stato Islamico ma il fatto è che ora l’incendio del terrorismo potrebbe interessare da vicino anche la Cina. E’ delle ultime ore infatti la notizia che le autorità cinesi hanno ucciso 28 presunti jihadisti nel corso di una operazione di polizia nello Xinjiang, regione cinese a maggioranza musulmana nel nord-ovest del Paese. A quanto sembra le autorità cinesi avrebbero condotto una operazione contro i responsabili di un attacco alla miniera di carbone Sogan nel sud-ovest dell Xinjiang avvenuto a settembre, e nel quale avevano perso la vita sedici persone.

Il timore degli analisti è che in qualche modo il terrorismo si stia espandendo anche verso la Cina anche perchè nello Xinjiang attualmente vivono circa dieci milioni di uiguri, minoranza musulmana e turcofona. Da tempo Pechino affronta atti di terrorismo da parte dei separatisti uiguri che nemmeno un anno fa aveva ucciso ben 31 persone in un assalto nella stazione di Kumming. Anche il 23 maggio 2014 la Cina venne insanguinato da un altro attentato di matrice terroristica a Urumqi che costò la vita a ben 39 persone. Il riaccendersi del terrorismo interno inoltre si intreccia inevitabilmente con la notizia che lo Stato islamico ha giustiziato Fan Jinghui, 50enne preso come ostaggio dai jihadisti assieme al norvegese Ole Johan Grimsgaard-Ofstad. A questa brutta notizia i cinesi hanno dovuto aggiungere la morte di ben tre alti dirigenti di una società statale cinese nel recente assalto da parte di jihadisti nell’Hotel Rodisson a Bamako, in Mali. Tutto questo potrebbe preludere a un maggiore impegno della Cina in Medio Oriente.

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