Cina. Continuano le proteste a Hong Kong. Farsa o "rivoluzione"?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Cina. Continuano le proteste a Hong Kong. Farsa o “rivoluzione”?

Cina. Continuano le proteste a Hong Kong. Farsa o “rivoluzione”?

La polizia a Hong Kong ha utilizzato manganelli e lacrimogeni per disperdere i manifestanti dall’ennesima occupazione non autorizzata. I media occidentali parlano di scontri “durissimi”, mentre quando accade che la polizia sgombera le strade in Italia parla di “antagonisti” e “black block” che “seminano il panico”. Per questo ci sembra di commentare una farsa anche perchè gli stessi giornalisti tacciono miseramente sulla violenza della polizia turca contro i curdi. 

La “Repubblica” a Hong Kong parla di “scontri durissimi” precisando subito dopo che la polizia avrebbe usato manganelli e lacrimogeni per allontanare i manifestanti dalle barricate e distruggerle. Si tratta, esattamente, dello stesso copione che la polizia recita ogni volta che vi è una manifestazione di un certo tipo, quindi diverse volte all’anno, in Usa, Europa e ovunque nel mondo. Mentre però i poliziotti italiani ed europei sono “autorizzati” a usare la violenza contro le manifestazioni non autorizzate, e infatti la stampa parla di “facinorosi”, “antagonisti” e “black block” parlando dei loro cortei, nei paesi che per qualche motivo sono “antipatici” all’Occidente la polizia non può utilizzare lo stesso modus operandi. Si tratta di un doppio binario insopportabile in quanto in questo modo si perde di vista la verità a favore di una informazione piegata agli interessi economici e geopolitici delle rispettive sfere di influenza. Ad Hong Kong sembra che la polizia abbia deciso di agire contro i manifestanti, peraltro ampiamente avvisati nei giorni precedenti, e decine di attivisti sarebbero stati arrestati; anche qui è esattamente quello che succede in Occidente al termine di ogni manifestazione terminata con cariche e manganellate. Non solo, la “Repubblica” ci parla di manifestanti barbaramente picchiati e della polizia di Hong Kong che avrebbe promesso di aprire un indagine per accertare le responsabilità. Anche in Italia abbiamo visto filmati di agenti che picchiano manifestanti a terra, eppure lo sgomento dei giornalisti è molto meno palpabile e difficilmente si sente di agenti che nel nostro Paese vengono messi sotto indagine. In ogni caso la polizia ha rimosso le barricate dei manifestanti  che hanno occupato altre strade ma “Repubblica” tra tanta retorica inserisce anche elementi che fanno riflettere ammettendo che al momento ci sarebbero all’incirca mille persone a protestare nell’isola di Hong Kong, decisamente ben poche rispetto ai milioni di persone che popolano la città. I giornalisti occidentali si sono forse premurati di appurare quanto sia il reale seguito della protesta dei cosiddetti “democratici” oppure, per il fatto stesso che si definiscono tali, hanno preso le loro parti in modo del tutto intollerabile per dei giornalisti che, sulla carta, dovrebbero invece solo raccontare i fatti da un punto di vista oggettivo? Ancor più che Hong Kong gode di una pessima fama all’interno della Cina di conseguenza sostenere che i cinesi simpatizzano per i democratici di Hong Kong rappresenta una falsità o peggio una speranza di chi scrive, e nulla più. Al posto che studiare e capire la cultura cinese, di cui pochissimi sanno qualcosa in Europa, i giornalisti pensano di militare nell’ufficio stampa di qualche partito dal momento che piuttosto che raccontare i fatti offrono la loro visione degli stessi, con un afflato “pro-democratico” quasi stucchevole dal momento che in nome della “democrazia” i fatti vengono modificati e distorti in modo da far tornare i loro contorti ragionamenti. Del resto l’Occidente si ritiene dalla parte giusta della storia e quindi in dovere di giudicare anche la Cina, che, giusto per ricordarlo, ha appena superato il Pil degli Stati Uniti.  Piuttosto avrebbero potuto scrivere che la polizia cinese reprime come tutta la polizia del mondo, dal momento che ovunque nel mondo gruppi di manifestanti che lanciano ultimatum e non ascoltano gli appelli delle forze di sicurezza vengono puntualmente repressi. Come mai la violenza della polizia cinese, che non ha provocato vittime, è accettabile, mentre i 30 curdi ammazzati dalla polizia turca sarebbero invece “democratici”?

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