Cina e Giappone sempre più a nervi tesiTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Cina e Giappone sempre più a nervi tesi

L’oggetto del contendere sono le isole artificiali che Pechino sta costruendo nelle acque contese del Mare Cinese del Sud. Secondo Tokyo si tratterebbe di atti volti a destabilizzare la regione, ma anche il governo nipponico, con la scelta del riarmo, non sembra così disposto ad allentare la tensione. E dietro gli interessi del Giappone nell’area si celano quelli della Casa Bianca…

Con un editoriale Global Times, giornale cinese, aveva detto chiaramente che una guerra con gli Stati Uniti  potrebbe diventare realtà: “A meno che Washington smetta di pretendere che Pechino fermi i suoi progetti di costruzione nel Mar cinese meridionale, una guerra tra gli Stati Uniti e la Cina sarà inevitabile. Non desideriamo un conflitto militare con gli Stati Uniti, ma se dovesse presentarsi, dobbiamo accettarlo“. Parole molto chiare quelle cinesi che fanno capire come a Pechino inizino in qualche modo a percepire che gli Stati Uniti vedono la Cina come un grande competitor per l’egemonia globale in questo XXI secolo. Infatti gli Usa dispongono in Asia di diversi alleati “storici”, dalla Sud Corea al Giappone, e storicamente i rapporti di Pechino soprattutto con Tokyo non sono propriamente idilliaci. Il ministro della Difesa nipponico Nakatani in questo senso ha esternato il risentimento giapponese circa i progetti cinesi di costruzione di atolli artificiali nelle acque contese nel Mare Cinese del Sud, avvisando che potrebbero portare a una destabilizzazione della regione. Nakatani in questo senso non ha utilizzato mezzi termini facendo intendere che se la Cina dovesse continuare la pace e la stabilità nella regione potrebbero essere messe a repentaglio. Ed è chiaro che dietro parole così chiare del Giappone nei confronti di un colosso come la Cina non può che esserci l’ombra ingombrante degli Stati Uniti. In particolare le rimostranze giapponesi sono arrivate dopo la costruzione di questi atolli da parte della Cina intorno alle isole Spratly, che sono contese da almeno una mezza dozzina di stati, dalla Malesia fino alla Cina, alle Filippine e al Vietnam. Il Giappone in realtà, così come gli Usa, non avrebbero in teoria alcun diritto di rivendicare il possesso delle Spratly ma negli ultimi mesi si sono messi in allarme per via dell’attivismo di Pechino che ha fatto costruire alcune isole artificiali, una mossa che ha fatto saltare i nervi della Casa Bianca, che ha subito cercato di richiamare all’ordine la Cina accusandola di aver violato le leggi internazionali. La risposta di Pechino però non si è fatta attendere e la Cina ha fatto orecchie da mercante sostenendo di ritenere le azioni fatte intorno alle isole come assolutamente ragionevoli e giustificabili. Insomma, la temperatura nel Mar Cinese Meridionale sta aumentando di molto in concomitanza con l’arrivo dell’estate, e secondo molti esperti geopolitici la decisione del governo nipponico di aumentare gli investimenti nel settore militare potrebbe sancire la fine della distensione e della pace nell’area, ancor più che gli Stati Uniti potrebbero cercare di utilizzare i loro alleati regionali per limitare in tutti i modi l’espansione della Cina, con conseguenze imprevedibili.

Gb

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top