Cina e Russia, nasce un nuovo asse contro la Casa BiancaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Cina e Russia, nasce un nuovo asse contro la Casa Bianca

Cina e Russia, nasce un nuovo asse contro la Casa Bianca

I recenti fatti in Ucraina sembrano far ripiombare il mondo nella Guerra Fredda con Mosca e Pechino che sembrano essere più vicine. Dopo le minacce di Obama al Cremlino sulla vicenda ucraina, la Cina ha minacciato di chiedere agli Usa il pagamento delle sue obbligazioni di debito in oro. 

Quanto successo negli ultimi anni, dalla Libia fino alla Siria e all’Ucraina, ha mostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che gli Stati Uniti e l’Occidente non hanno la minima intenzione di smettere di ingerire negli affari interni dei paesi del mondo dove vengono messi in discussione i propri opinabili interessi. Un atteggiamento prepotente che l’Occidente ha imposto al mondo sulla base del potere militare ed economico preponderante all’indomani della fine dell’Unione Sovietica. Quando c’era la Guerra Fredda infatti, il Terzo Mondo aveva scelto sostanzialmente di schierarsi dalla parte del Cremlino, e la Cina infatti giocò un ruolo ambiguo, non lesinando nemmeno di appoggiare gli Usa in chiave antisovietica in determinati frangenti (su tutti vedi il caso dell’Angola). Le cose sono però cambiate velocemente, e oggi Pechino e Mosca sembrano essere molto ma molto più vicine soprattutto perchè gli Stati Uniti continuano a mostrare un atteggiamento belligerante potenzialmente catastrofico per la pace globale. Non solo la Cina avrebbe ammonito gli Stati Uniti schierandosi completamente affianco di Mosca nella questione ucraina, ma Pechino avrebbe anche tenuto conversazioni con la Turchia, accordandosi per non consentire il passaggio di navi militari Nato attraverso lo stretto del Bosforo. La notizia è stata confermata anche Vesti.ru ed è rimasta sottotraccia fin quando i media russi non l’hanno diffusa.

Tutto questo è accaduto dopo che il Dipartimento di Stato Usa ha lasciato intendere di voler realizzare sanzioni economiche per isolare Mosca attraverso il congelamento di beni e il blocco sulla vendita di armi. Peccato che proprio la Cina ha affermato in risposta che se gli Usa non cambieranno atteggiamento in relazione all’Ucraina, Pechino valuterà la richiesta di pagamento dei debiti in oro agli Usa, azione che porterebbe inevitabilmente alla destabilizzazione dell’economia americana. Insomma Pechino e Mosca sembrano aver realizzato un nuovo schieramento in contrasto all’aggressività spregiudicata dell’Occidente. Non solo, la Cina ha fatto anche sapere di essere disposta a utilizzare il diritto di veto di fronte a qualsiasi decisione del Consiglio di Sicurezza Onu contro la Russia. Chiedendo poi il saldo delle obbligazioni del debito in oro, Pechino ha de facto ricattato Washington dal momento che le riserve in oro degli Usa non coprono le sue obbligazioni del debito. Del resto in occasione della crisi siriana proprio la Cina aveva bloccato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu per invadere la Siria. John Kerry, che ha definito le azioni della Russia come un “incredibile atto di aggressione” dovrà quindi farsene una ragione.

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