Cina e Venezuela stringono legami economici e non soloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Cina e Venezuela stringono legami e irritano la Casa Bianca

 

Venezuela e Cina continuano a stringere rapporti strategici ed economici sempre più stretti. Recentemente Nicolas Maduro è stato a Pechino assicurandosi tra le altre cose altri cinque miliardi di prestito in dollari. Questi aiuti concessi dalla Repubblica Popolare Cinese a Maduro lasciano sorpresa la stampa americana, che non comprende in che modo la Cina possa trarne vantaggi economici. 

I dollari evidentemente non sono tutto. The Economist è rimasto molto sorpreso nel commentare il nuovo aiuto economico concesso dalla Cina di Xi Jinping al Venezuela di Nicolas Maduro che ammonterebbe a oltre cinque miliardi di dollari. In modo quasi piccato il quotidiano ha parlato dell’accordo tra Caracas e Pechino sostenendo che sarebbe arduo vedere un qualsivoglia vantaggio economico per la Cina. La Casa Bianca non sembra aver preso molto bene l’interesse cinese in America Latina, del resto la destra venezuelana ha da sempre ottenuto l’appoggio degli Stati Uniti e della stampa occidentale in genere, da sempre ostile al socialismo democratico (Maduro e Chavez hanno vinto elezioni democratiche)  portato avanti da Nicolas Maduro sulla scia di quanto fatto da Hugo Chavez.

E’ altrettanto vero però che il Venezuela attraversa un difficile momento economico e che i dollari concessi da Pechino hanno aiutato non poco Maduro a tenere sotto controllo la situazione. Xi Jinping, presidente cinese, ha incontrato anche Barack Obama a Washington qualche tempo fa e sicuramente i due avranno anche parlato del Venezuela, con la Cina che continua a prestare agli alleati latinoamericani miliardi di dollari. Niente di nuovo dopotutto dato che sono ormai diversi anni che la Cina, intelligentemente, ha cominciato a muoversi nello scenario del Sudamerica assicurandosi accesso a lungo termine a materie prime ed energia anche concedendo prestiti generosi. Chiaramente gli Stati Uniti, irritati di avere un competitor economico così potente in quello che considerano il “cortile di casa”, hanno cominciato ad accusare la Cina di favorire l’esistenza di governi come quello del Venezuela, che ovviamente alla Casa Bianca vengono considerati alla stregua di feroci dittature (anche se sono usciti dalla volontà delle urne!).

Alcuni negli Stati Uniti iniziano ad accusare la Cina di utilizzare i legami economici per minacciare la “stabilità regionale” in Sudamerica, è quello che sostiene ad esempio il blog “Shadow Government”su Foreign Policy ad esempio, che si auspica anche un maggior ruolo decisionale di Obama. In sostanza quindi negli Stati Uniti trattano il Venezuela come un “rogue state” e si aspettano che tutto il mondo abbia la stessa visione, ignorando ad esempio che i cittadini venezuelani e sudamericani potrebbero non vedere coincidenza tra i loro interessi e quelli della Casa Bianca. Di conseguenza chi accusa la Cina lo fa semplicemente in quanto secondo gli americani è ovviamente solo Washington l’unica a decidere verso che direzione andrà un continente piuttosto che un altro. I tempi stanno cambiando però in fretta e nell’era di internet è anche possibile verificare come vivesse la maggioranza della popolazione in Venezuela prima del tanto diabolico socialismo che tanto spaventa la Casa Bianca e i suoi intellettuali.

Gli stessi americani che hanno inviato armi e denaro ai talebani contro l’Urss in Afghanistan e che sono intervenuti in Vietnam, Granada, Panama, Corea, Afghanistan, Iraq, Serbia e quant’altro negli ultimi cinquant’anni oggi se la prendono con la visione della Cina di largo respiro che diverge dalla propria.

Gb

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