Cina. I residenti filocinesi di Hong Kong insorgono contro gli studentiTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Cina. I residenti filocinesi di Hong Kong insorgono contro gli studenti

Cina. I residenti filocinesi di Hong Kong insorgono contro gli studenti

Gli studenti mitizzati dall’Occidente della “Rivoluzione degli Ombrelli”  di Hong Kong continuano la loro mobilitazione ma con numeri e presenze di molto più in ribasso rispetto ai giorni precedenti. Non solo diversi cittadini filocinesi, stanchi delle proteste, hanno aspramente contestato gli studenti.

Si incrina il “fronte” di Occupy Central ad Hong Kong dopo che gli studenti hanno detto “no” al colloquio con il governo, scatenando così la rabbia dei cittadini filocinesi. A differenza del quadro espresso dai media occidentali infatti, gli studenti di Hong Kong non sono affatto rappresentativi della maggioranza della popolazione locale, anzi in molti hanno cominciato a esternare rabbia e fastidio per una mobilitazione che piace molto solamente ai cittadini dell’Occidente che sulla Cina hanno da sempre notizie fuorvianti o a senso unico. E dire che il rappresentante del governo cinese a Hong Kong aveva accettato colloqui con gli studenti ma dopo l’assalto e le contestazioni dei cittadini filocinesi gli studenti hanno rifiutato sostenendo di non avere altra scelta che quella di cancellare gli incontri. Chiaramente i leader della protesta studentesca accusano i cittadini filorussi di essere tutti dei membri della Triade o di altre organizzazioni criminali, ma la sensazione è che gli studenti, consapevoli di avere la stampa e i media mondiali a favore, vogliano far passare il concetto che i cittadini sono a loro favore e solo i cattivi “comunisti” e i mafiosi sono contro di loro. Fin dalle prime ore della giornata per Hong Kong si sono viste concentrazioni di cittadini esasperati delle proteste o attivisti filocinesi da sempre favorevoli al governo di Pechino che hanno contestato in modo aspro gli studenti. Ma la cosa che vorremmo sottolineare è proprio il doppiopesismo dei media occidentali, due pesi e due misure che identificano tutto quello che va contro Pechino come giusto e democratico e tutto quello che va a favore del governo cinese come deviato, aberrante e ingiusto. Si tratta di un atteggiamento inaccettabile dal momento che nasconde un vero e proprio calcolo geopolitico consistente nell’avvantaggiarsi nei confronti di un rivale sfruttando qualsiasi elemento disponibile, non ultimo quella della propaganda. Stride infatti nei media occidentali l’assenza di qualsivoglia spazio che testimoni anche il punto di vista contrario a quello degli studenti di Occupy; come se i “buoni” e i “cattivi” fossero già stati decisi a bocce ferme. Invece la questione di Hong Kong è probabilmente molto più complessa e andrebbe sviscerata con attenzione, magari ricordando ai lettori che prima del 1997, quando a Hong Kong comandavano i “democratici” britannici, le elezioni non esistevano.

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