Cina. Il 1 ottobre è l'anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare CineseTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Cina. Il 1 ottobre è l’anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese

Mentre i giornali cercano di parlare di questo 1 ottobre parlando della rivolta in atto a Hong Kong, il resto della Cina celebra una data di importanza capitale per Pechino, ovvero l’anniversario della Fondazione della Repubblica Cinese avvenuta il 1 ottobre del 1949, una data che cambiò per sempre la storia. 

Il 1 ottobre 2014, ne siamo certi, passerà alla storia come quello della “rivolta degli ombrelli” di Hong Kong sulla quale rimandiamo ad altri nostri articoli di approfondimento (LEGGI QUI) . In Cina però ricordano questa stessa data per un altro motivo, dal momento che l’1 ottobre è la data dell’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ovvero il Paese più popoloso al mondo e quello che si candida a diventare il leader del sistema economico mondiale nel XXI secolo.  I festeggiamenti per la fondazione della repubblica coinvolgeranno tutte le province cinesi, con migliaia di persone che, come ogni anno, si sono ritrovati in piazza Tienanmnen per celebrare una giornata di festa nazionale. I media indugiano sugli studenti di Hong Kong che hanno boicottato la festa dando le spalle alla bandiera cinese, ma ignorano di mostrare quanto sia sentita la giornata nel resto dell’immenso paese cinese. E non è possibile non ricordare che cosa accade nell’ottobre del 1949, quando la lotta popolare dei comunisti di Mao Tze Tung venne coronata dal successo cambiando la storia della Cina, e quindi del mondo. Il 1 ottobre 1949 nacque la Repubblica Popolare Cinese,  da allora sono passati ben sessantacinque anni, il mondo è cambiato radicalmente, eppure il Partito Comunista Cinese è ancora lì’, imperscrutabile, a tirare le fila della società cinese.  A partire da quella data la storia non è più stata la stessa in quanto il gigante cinese è rientrato a piedi uniti nella storia smarcandosi da un passato di abiezione coloniale che aveva immobilizzato il Dragone asiatico in una situazione di totale subalternità culturale, economica e politica all’Occidente. Tutto cominciò il 1 ottobre del 1949 in piazza Tienanmen, quando Mao in persona proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese che ebbe come Primo Ministro della neonata Repubblica Zhou Enlai. Si trattava di traghettare un paese distrutto dalla guerra civile e dall’invasione giapponese verso il futuro, e non fu un’impresa facile ancor più che le forze nazionaliste del Kuomintang si rifugiarono con Chang Kai Shek nell’isola di Taiwan, dove proclamarono la Repubblica Nazionale cinese, da sempre un pungolo nelle mani dell’Occidente vicino al ventre della Cina. Provate per un attimo a immaginare quanto fu rivoluzionario questo momento che creò una nuova democrazia popolare con 600 milioni di abitanti e che voleva agire per imporre sul proprio territorio la propria sovranità, e soprattutto aveva un governo di tipo socialista che spaventò a morte l’Occidente. Da qui la decisione di utilizzare Corea del Sud e Giappone come estremi gendarmi di fronte all’avanzata del comunismo che nel Secondo Dopoguerra era diventata quasi inesorabile. Nonostante in molti guardino ancora nel 2014 alle proteste di Hong Kong con speranza, auspicandosi un pronto crollo del governo cinese, la Cina sopravviverà anche a questo così come sopravvisse a piazza Tienamnen nel 1989. 

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