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martedì , 23 maggio 2017
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Cina. Il Partito Comunista prepara il XVIII Congresso

Il Pcc si prepara al congresso dell’8 novembre di Pechino, il diciottesimo. Ci sarà un vero e proprio cambio della guardia nella classe dirigente, preparata da tempo.

Giovedì 8 novembre si terrà a Pechino il diciottesimo Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese, vale a dire duemila delegati che sono stati eletti in tutte le regioni cinesi. Era dal 2007 che non si teneva un congresso del partito, e i temi sul tavolo saranno molti. Un dato però rimane sullo sfondo: il Paese più popoloso al mondo che dominerà il XXI secolo è ancora guidato da un Partito Comunista, e il suo potere non sembra essere in discussione. Il Congresso verrà aperto da un intervento del premier in carica, Hu Jintao, poi sarà la volta dei delegati che presenteranno le proprie idee per innovare la linea e la struttura del partito. Tra le funzioni principali del Congresso ci sono l’elezione del Comitato Centrale, che successivamente eleggerà il Segretario generale, e la possibilità di modificare lo Statuto e il programma del partito.

Eleggere il Comitato Centrale sarà il ruolo principale del Congresso dal momento che i 371 membri che lo compongono saranno quelli tra coloro che verranno scelti per comporre l’Ufficio politico, altrimenti noto come Politburo, un organo di 24 membri che ha l’incarico di dettare le linee guida per quanto riguarda le questioni politiche e ideologiche.. È dato per scontato da tutti che ne farà parte l’attuale presidente della Repubblica Hu Jintao e l’attuale primo ministro Wen Jiabao. Anche questa volta quasi certamente si assisterà all’ormai consueto avvicendarsi delle generazioni, una tradizione questa che viene portata avanti fin dalla nascita della Repubblica Popolare. Per questo motivo al Congresso non ci saranno strappi in quanto la nuova generazione di classe dirigente è stata formata da tempo proprio in attesa di questo momento. I due astri nascenti del comunismo cinese sono XI Jinping, il probabile nuovo presidente, e Li Keqiang (probabile futuro Primo ministro). Esistono due schieramenti di fondo riassumibili in modo superficiale come “neomaoisti” e “liberisti”, intendendo chiaramente per liberismo non quello occidentale, ma quello alla “cinese”. Probabile che vinca alla fine una linea mediana, moderata, che prepari il partito ad affrontare la sfida dell’egemonia cinese nel XXI secolo, e anche la sopravvivenza dell’ideologia comunista nel mondo.

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