Cina. La "bolla cinese" spaventa il mondoTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Cina. La “bolla cinese” spaventa il mondo

Mentre gli occhi di tutti erano puntati su Atene a Pechino è scoppiata la cosiddetta “bolla cinese” con gli indici della borsa cinese che hanno fatto registrare ribassi importanti e 1500 società quotate a Shangai che sono state sospese per ribasso. Dopo una crescita vertiginosa ora la Cina affronta una crisi che potrebbe avere conseguenze importanti, ma che Pechino supererà.

Quello della Cina è un mercato giovane e si riprenderà. Questo è quello che pensano molti addetti ai lavori a margine di quella che è stata già soprannominata come l’esplosione della bolla cinese. Già parlare di bolla cinese che influenza il mondo dovrebbe far comprendere l’importanza assunta da Pechino nello scacchiere globale, mostrando ancora una volta come il mondo stia affrontando un processo di repentino cambiamento. Dopo una crescita superiore al 150% nel 2014 però le borse cinesi hanno ora fatto registrare una brusca frenata d’arresto, l’esplosione della bolla appunto, che ha fatto registrare un ribasso del 5,9% nella Borsa di Shangai, alimentando il caos negli investitori già disorientati dalla difficile situazione della Grecia. A essere in parte responsabile di questa crisi è forse la caratteristica del mercato cinese con il coinvolgimento crescente nelle operazioni di borsa di piccoli investitori, pratica peraltro favorita dalla stesso governo cinese  per stabilizzare la situazione Pechino ha comunque assicurato che non mancherà una ampia liquidità al mercato e ha ordinato alle controllate pubbliche di allentare i limiti sulla quantità di investimenti da parte delle assicurazioni, acquistando nel contempo azioni. Si stima che circa 1500 imprese, pari al 50% di quelle quotate a Shangai, abbiano chiesto la sospensione della vendita delle loro azioni per eccesso di ribasso. E ad una eccessiva volatilità dei mercati il governo cinese potrebbe anche rispondere con un rinnovato ruolo accentratore dello Stato volto a rilanciare il consumo interno per svincolarlo dalla speculazione finanziaria. Inoltre il mercato cinese è per l’appunto molto giovane, di conseguenza eventuali cadute possono tranquillamente essere messe in conto se si guarda alla realtà con un respiro a medio-lungo termine.

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