Cina. Partito Comunista lancia campagna contro la corruzioneTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Cina. Partito Comunista lancia campagna contro la corruzione

 

“Guardati allo specchio, fatti un bagno e cerca rimedi”: questo lo slogan del presidente della Cina Xi Jinping che ha lanciato una campagna contro la corruzione all’interno del Partito Comunista Cinese. 

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Xi Jinping, neopresidente della Cina, ha lanciato una campagna contro la corruzione a livello nazionale all’interno del Partito Comunista Cinese. La corruzione infatti è ormai un male dilagante, e per questo i vertici del partito hanno deciso di dare una svolta. “Guadagnare o perdere la fiducia del pubblico è una questione fondamentale per la sopravvivenza o l’estinzione del Partito Comunista“, ha detto Xi Jinping, mostrando quindi un grande pragmatismo. Secondo l’agenzia di notizie cinese Xinhua, questa nuova campagna di “pulizia a fondo” cercherà di aggredire i quattro grandi mali che danneggiano l’immagine dei funzionari del partito in Cina: il formalismo, l’eccessiva burocrazia, l’edonismo e il degrado. La sua proposta è quella quindi guardarsi allo specchio in modo così da correggere la condotta personale, e anche di  farsi un bagno” per mantenere un atteggiamento pulito in ogni momento e “cercare rimedi” istruendo o punendo i comportamenti devianti dei compagni. Insomma una vera e propria crociata per riportare il Partito Comunista Cinese al centro della vita del Paese, ponendolo come modello di sviluppo. XI Jinping non è comunque solo in questa campagna, è sostenuto anche dagli altri membri del Comitato Permanente del Politburo, e ha proposto letteralmente di “lavare” via la corruzione interna al partito con una vera e propria campagna di purificazione che durerà un annetto. Oltre a monitorare la condotta dei funzionari, Pechino organizzerà sessioni di studio, autocritica e propaganda per prevenire gli abituali atti di corruzione, appropriazione indebita di fondi pubblici e abuso di potere. Il tutto per ottenere “il sostegno di una società sempre più istruita, informata e consapevole dei suoi diritti sociali”. Insomma una serie di “purghe interne” tesa a rafforzare il Comitato centrale del partito, che ha già mietuto vittime illustri come Liu Zhijun, ex ministro delle Ferrovie, Liu Tienan, ex vicedirettore della Commissione Nazionale di Riforma e Sviluppo e Li Chuncheng, ex vicesegretario del partito nella provincia di Sichuan.

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