Cina. Pechino allertata dai combattenti Uighuri in SiriaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Cina. Pechino allertata dai combattenti Uighuri in Siria

In tanti si chiedono che ruolo possa giocare la Cina nella vicenda siriana anche perchè Pechino è allarmata dalla presenza di centinaia di jihadisti Uighuri provenienti dalla regione cinese dello Xinjiang. Al Arabiya ha dedicato recentemente un approfondimento in materia. 

Da tempo si discute del ruolo della Cina nella vicenda siriana anche perchè finora Pechino ha tenuto fin qui un ruolo piuttosto defilato. In realtà però il governo cinese guardava con attenzione a quello che accadeva in Siria dal momento che tra i jihadisti dell’Isis e non solo ci sarebbero anche alcuni combattenti Uighuri provenienti dalla regione dello Xinjiang. Nel corso dei mesi e degli anni della guerra siriana però sono arrivate decine di migliaia di foreign fighters in Siria, e secondo Al Arabiya ci sarebbero oggi alcune migliaia di combattenti Uighuri con tanto di famiglie al seguito in Siria.

Secondo quanto riportato dall’inchiesta del network arabo ci sarebbero diversi Uighuri nella regione di Idlib, compresa la città strategica di Jisr al-Shoghur, e sarebbero arrivati con le loro famiglie dopo un lungo e difficile viaggio dalla Cina. Ci sarebbero anche diversi video a comprovare la presenza di Uighuri in Siria che avrebbero anche preso parte a diversi combattimenti. Secondo quanto ricostruito dal network arabo molti di loro sarebbero giunti in Siria a seguito di una campagna militare pakistano-cinese lanciata contro le loro basi al confine con l’Afghanistan.

Ecco dunque come mai in tanti parlano in modo sempre più insistente di un possibile intervento cinese  in Siria magari a supporto della presenza militare russa. Non a caso nel dicembre del 2015 il Parlamento cinese approvò una controversa legge antiterrorismo nella quale si autorizzava l’esercito cinese a intervenire all’estero e Pechino ha cominciato i lavori per la costruzione di una base navale a Gibuti, in Africa. Non solo, i cinesi hanno anche condotto a gennaio un grande addestramento delle truppe d’elite per adattarsi a territori desertici, tutti aspetti che fanno pensare a un progressivo coinvolgimento dei cinesi in Medio Oriente.

Al Arabiya inoltre ha anche riportato come l’ambasciata cinese a Damasco abbia visto espandere la propria delegazione, il che suggerisce che qualcuno a Pechino stia pensando a un ruolo maggiore della Cina. In molti però ritengono assai improbabile che la Cina voglia impegnarsi direttamente ritenendo più probabile che possano limitarsi a semplicemente appoggiare le manovre russe per evitare la caduta di Assad. Inoltre molti di questi Uighuri sarebbero giunti in Siria per  rimanerci e unirsi al Daesh, di conseguenza ipotizzare un loro ritorno in Cina sarebbe perlomeno improbabile.

Photo Credit (DoD photo by Mass Communication Specialist 1st Class Chad J. McNeeley/Released)

Fonti per approfondire:

 http://english.alarabiya.net/en/perspective/analysis/2016/03/02/China-s-proxy-war-in-Syria-Revealing-the-role-of-Uighur-fighters-.html

http://www.breitbart.com/national-security/2016/03/03/chinese-uighur-settlers-flow-into-syria-replacing-war-refugees/

http://www.express.co.uk/news/world/635103/Islamic-State-Uighurs-China-fleeing-Syria-boost-jihadi-ranks

Tribuno del Popolo

 

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