Cina. Pechino invita Tokyo ad abbandonare ogni idea di riarmoTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Cina. Pechino invita Tokyo ad abbandonare ogni idea di riarmo

Il governo cinese ha avvertito il Giappone di rimanere “sulla via della pace”. Un ammonimento chiaro che arriva dopo che il governo nipponico ha annunciato la volontà di introdurre una nuova legge per offrire supporto logistico alle truppe alleate in eventuali conflitti all’estero.

Tra Cina e Giappone storicamente non ci sono propriamente dei buoni rapporti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e il tragico epilogo dell’avventura imperiale del Giappone infatti, a Pechino hanno sempre guardato con estremo sospetto a ogni tentativo del paese nipponico di rilanciare il proprio esercito e cominciare un riarmo. In questo senso Pechino ha detto di sperare che Tokyo tenga un comportamento corretto, rimanendo legata alle “precedenti posizioni, incluso il Trattato di Murayama“. Ma Pechino si aspetta anche che il Giappone “resti sulla via della pace“, come annunciato da parte dell’ambasciatore cinese in Giappone, Cheng Yonghua, che ha concesso una intervista al China Daily. Per trattato di Murayama si intende quello firmato nel 1995, un documento nel quale le autorità nipponiche si sono ufficialmente scusate per i danni e le sofferenze causate dall’invasione nipponica in Asia nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi tempi però in Giappone sembra maturare un altro sentimento, più militarista, che rimetta in discussione il ruolo neutrale e pacifista di Tokyo nella regione. Da qui la decisione delle autorità cinesi di mandare un avvertimento vero e proprio al governo nipponico, ammonendolo da realizzare qualsiasi tentativo revisionista nei confronti del passato, ma anche di intraprendere percorsi che porterebbero lontano dalla pace. Il riferimento delle autorità cinesi fatto da Cheng Yonghua è alla legge che in Giappone pianificano di introdurre e che permetterebbe alla nazione di contare su forze di Autodifesa (SDF) per offrire supporto logistico alle forze militari alleate e impegnate in conflitti all’estero. Il governo giapponese starebbe pianificando di discutere questa nuova risoluzione nelle prossime ore durante l’incontro tra il Partito Liberal Democratico e il partito Komeito. Sulla base delle informazioni raccolte queste unità di autodifesa sarebbero autorizzate a essere dispiegate oltremare per supportare le missioni ispirate alle risoluzioni delle Nazioni Unite, così come quelle ispirate da Usa e Inghilterra dopo gli attacchi dell’11 settembre. Ma in sostanza è in ballo molto di più, con queste SDF che Tokyo vorrebbe essere libera di utilizzare anche per supportare missioni non supportate dalle risoluzioni delle Nazioni Unite ma da altre organizzazioni internazionali e regionali, vedi l’Unione Europea. Il premier nipponico, Shinzo Abe, vorrebbe superare il pacifismo imposto per Costituzione al paese dopo l’epilogo della Seconda Guerra Mondiale nel 1947. Del resto il governo giapponese ha recentemente varato il budget militare più largo degli ultimi settant’anni proprio nel gennaio 2015, concretizzando quindi quelle che sembrano essere le intenzioni del governo nipponico e approfondendo i timori di Pechino. Shinzo Abe ha anche dato il via libera a un  budget militare di 42 miliardi di dollari, di conseguenza in Cina hanno voluto lanciare un messaggio molto preciso al Giappone, a certificare che a Pechino nessuno rimarrà a guardare un eventuale riarmo su larga scala del paese nipponico.

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