Cina. Svolta "ambientalista" a PechinoTribuno del Popolo
martedì , 19 settembre 2017
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Cina. Svolta “ambientalista” a Pechino

Pechino ha deciso di dire addio alle centrali a carbone. Entro pochissimo la Cina chiuderà l’ultimo dei suoi quattro impianti a carbone, come confermato dalle autorità. Le centrali a carbone verranno sostituite con centrali a gas, una autentica svolta ambientalista che avrà ricadute molto importanti. 

L’inquinamento in Cina rappresenta un problema reale, e infatti le autorità cinesi sembrano intenzionate a porvi parzialmente rimedio chiudendo le quattro centrali a carbone ancora attive nel territorio cinese entro la fine dell’anno. A confermarlo le stesse autorità cinesi che hanno affermato che anche la centrale di China Huaneng Group verrà spenta dopo che nei giorni scorsi era toccato ad altre centrali consimili. Tutte e quattro queste centrali a carbone, vere e proprie centrali inquinanti, verranno sostituite con altrettante centrali a gas che sono meno inquinanti di quelle a carbone ma leggermente più costose. Si tratta di una decisione molto importante volta ad affrontare il problema dell’inquinamento che in Cina ha assunto proporzioni preoccupanti soprattutto negli ultimi dieci anni. Pechino ha il record mondiale di emissioni di anidride carbonica e ha deciso di abbassare il consumo annuo di carbone di 13 miliardi di tonnellate entro il 2017, una decisione storica dal momento che dimostra come nel caso ci fosse la volontà politica sarebbe possibile risolvere problemi altrimenti insolubili. La chiusura dei quattro impianti a carboni ridurrebbe di 9,2 miliardi di tonnellate il consumo di anidride carbonica, e di 30 milioni di tonnellate le emissioni. Ma il governo cinese ha deciso anche di applicare queste nuove leggi anche a livello nazionale, e infatti entro i prossimi anni è previsto che verranno chiuse anche altre 2000 piccole centrali a carbone, una vera e propria rivoluzione verde. A oggi il carbone rappresenta ancora uno dei combustibili energetici più utilizzati, tanto che che soddisfa circa il 50% dei bisogni primari energetici. A oggi circa il 64% dell’energia della Cina proviene dal carbone contro il 30% degli Stati Uniti, ma a differenza che negli Stati Uniti il governo cinese sembra aver voluto affrontare la situazione di petto sviluppando in modo faraonico altre fonti energetiche alternative e sostenibili, vedi l’eolica, la solare e l’idroelettrica. Del resto nel 2014 la Cina è riuscita ad abbassare le emissioni di anidride carbonica del 2%, un segnale importante dal momento che dimostra come a Pechino abbiano individuato nella lotta all’inquinamento una delle priorità da affrontare nei prossimi anni.

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