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venerdì , 24 marzo 2017
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Cina-Usa. Si prepara la nuova guerra fredda

Entro due anni Pechino potrebbe avere a disposizione sottomarini muniti con armi nucleari. Questa notizia solleva nuove perplessità in merito al futuro, configurando una nuova conflittualità tra superpotenze sull’asse Washington-Pechino, una “guerra fredda” del XXI secolo.

Nel 2014 Pechino potrebbe disporre di sottomarini in grado di lanciare armi nucleari, conseguendo così un risultato storico e espandendo il proprio potere atomico. Considerato che le potenze nucleari “classiche”: Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia, da tempo rimangono ferme nel loro programma nucleare, la Cina và in controtendenza e minaccia nel XXI secolo di voler fare passi avanti significativi in questo senso. Inoltre, come se non bastasse, il colosso asiatico rimane la potenza più minacciosa nel cyberspazio, e continua a rappresentare la minaccia principale per la “catena di forniture” degli Stati Uniti. Ad affermarlo è stata la United States-China Economic and Security Review Commission in una bozza del suo rapporto 2012 per il Congresso. Pechino, in base al rapporto, sarebbe “sul punto di raggiungere una triade nucleare credibile di missili intercontinentali terrestri, missili balistici lanciati da sottomarini e bombe nucleari sganciate dal cielo”. Da decenni i cinesi possiedono un sottomarino con capacità missilistiche balistiche “simboliche”, ma solo ora sono in condizioni di stabilire una “forza dissuasiva strategica quasi continua in mare aperto”, continua il dossier. A cominciare con la modernizzazione dell’esercito cinese era stato il presidente Hu Jintao, e a settembre Pechino ha lanciato la sua prima portaerei. La minaccia di un’arsenale nucleare sottomarino ora potrebbe allargare e di tanto la conflittualità con gli Stati Uniti, al punto da originare una seconda “guerra fredda”. Del resto Washington è ancora anti-comunista e Pechino è ancora, nonostante tutto, comunista, quindi questa seconda “guerra fredda” avrebbe parecchi punti di contatto con la prima. Il rapporto del resto ha segnalato anche che qualunque sforzo della Cina per assicurarsi una capacità di rappresaglia contro un attacco nucleare statunitense “influenzerebbe necessariamente le percezioni di  e Russia sulle proprie capacità di dissuasione in relazione alla Cina”,

La Cina ha siglato negli ultimi tempi numerosi accordi internazionali che disciplinano le armi e i materiali nucleari. Tuttavia, il paese non rientra ancora nelle convenzione chiave su limitazione e controllo delle armi nucleari. Il Congresso degli Stati Uniti -suggerisce il rapporto- dovrebbe esortare il Dipartimento di Stato ad aumentare gli sforzi per integrare la Cina nel suo programma di riduzione e limitazione degli armamenti nucleari. La Arms Control Association, una ONG di Washington, stima che la Cina disponga di 240 testate nucleari, contro le 5.113 degli Stati Uniti. Nei prossimi anni inevitabilmente la supremazia economica e militare degli Stati Uniti verrà messa in seria discussione proprio da parte della Cina, decisa a trasformare il XXI secolo nel “secolo cinese” che dovrebbe traghettare Pechino a diventare il nuovo centro propulsore mondiale.

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