Cinecittà. I lavoratori occupano per dire "no" ai licenziamenti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Cinecittà. I lavoratori occupano per dire “no” ai licenziamenti

Storia di lotta quotidiana a Roma dove i lavoratori hanno occupato la sede di Cinecittà Digital Factory e Cinecittà Studios. Sono stati indetti cinque giorni di sciopero a partire di oggi per protestare contro lo smantellamento degli studi.

I lavoratori di Cinecittà hanno deciso di occupare la sede storica per protestare contro il piano di riorganizzazione aziendale che prevede lo smantellamento degli studi e tagli indiscriminati.Per questo motivo i lavoratori a partire da oggi hanno indetto ben cinque giorni di sciopero e hanno esposto striscioni e tendoni anche sui tetti e sui giardini. Si tratta dei lavoratori di Cinecittà Digital Factory e Cinecittà Studios, e a sentire loro sarebbe solo l’inizio. I lavoratori dopo un’assemblea organizzata dai sindacati hanno deciso di passare alle vie di fatto, anche per questo i sindacati hanno deciso di dichiararsi “contrari a qualsiasi forma di spacchettamento delle attività produttive, dismissione o esternalizzazione delle stesse”. I lavoratori a loro volta hanno emesso un comunicato: “Faremo di tutto per difendere i nostri diritti, perché non possono essere sempre i lavoratori a pagare la colpa di una gestione sbagliata come quella di Abete, cominciata con la privatizzazione degli Studios del ‘97″. Se dovesse avere luogo lo spacchettamento delle attività produttive che si era ventilato, questo potrebbe comportare il passaggio in Panalight di 6 lavoratori, l’affitto dell’intera post produzione, composta da circa 100 persone, a due società del gruppo Deluxe Italia, il trasferimento di 55 lavoratori ad un’altra società del gruppo Ieg, 20 licenziamenti dichiarati e l’incertezza per i restanti 40 lavoratori, tra manutentori ed amministrativi. “Non è mai stato presentato un vero piano industriale e non ci è stata fornita alcuna garanzia occupazionale, inoltre dal ministero dei Beni Culturali e dal ministero dell’Economia non abbiamo avuto nessuna risposta”, hanno aggiunto i sindacati, “intendiamo contrastare questo piano industriale e chiedere al ministero dei Beni Culturali, che detiene il 20% delle azioni di Cinecittà Studios, e al ministero dell’Economia, che è il proprietario al 100% dei terreni e dei teatri, di intervenire. Bisogna evitare lo smembramento di Cinecittà e la cementificazione che ne seguirebbe secondo il piano presentato nel 2012 dalla holding Ieg”. Insomma una brutta storia di speculazione edilizia che rischia di mettere in ginocchio una parte molto importante della cultura italiana. Al fianco dei lavoratori di Cinecittà c’è tutta la sinistra politica, da Sel fino a Idv e Fds, e l’intendimento dei partiti a sinistra del Pd è quello di supportare la lotta dei lavoratori fino alla fine. Fino ad ora all’interno delle istituzioni solo la Provincia di Roma ha mandato la loro vicinanza ai lavoratori di Cinecittà.

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