Cinque scenari di governo. Oggi le consultazioni al Colle | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Cinque scenari di governo. Oggi le consultazioni al Colle

Oggi e domani saranno due date cruciali per lo sviluppo delle vicende politiche italiane. In questi due giorni, infatti, tutti i partiti politici saliranno al Colle per confrontarsi con Napolitano, che avrà il gravoso compito di indicare il futuro premier. Vediamo quali scenari si prospettano per i prossimi mesi.

bersanicarta1jpg

Fonte: Oltremedianews

Oggi toccherà ai neopresidenti di Camera e Senato e ai rappresentanti di Scelta Civica, domani sarà il turno del Movimento 5 Stelle, Popolo delle Libertà – Lega Nord e Partito Democratico. Questo è l’ordine con cui le forze politiche elette alle ultime elezioni si presenteranno davanti a Giorgio Napolitano per la fase preliminare alla formazione del governo, che tuttavia appare incerta e colma di controversie. Dopo quasi un mese dalla votazione infatti ancora non è chiaro chi sarà il prossimo premier, quale maggioranza lo sosterrà e, soprattutto, cosa farà. È d’altronde vero che tale situazione di immobilismo politico era ampiamente prevedibile già da molti mesi, ma il governo dimissionario e la maggioranza bipartisan non hanno trovato una soluzione previdente alla spinosa questione che oggi sta deragliando pericolosamente.

Tutti si aspettano che il centrosinistra, primus inter pares alle urne, faccia la prima mossa di un’inedita partita a scacchi a quattro contendenti. Bersani infatti, oltre ai dissidi endogeni al partito, si trova suo malgrado a dover calibrare ogni sillaba per imporre il suo gioco a M5S, Pdl e Napolitano. Il segretario Pd infatti, dopo concitate fasi di distensione e frizioni con l’ala renziana del partito che ha più volte chiesto un cambio di leadership, pare sia pronto a porsi come guida autenticata dello schieramento progressista. Ma cerchiamo di capire alcune situazioni che potrebbero scaturire dalle consultazioni di oggi e domani.

SCENARIO 1: BERSANI PREMIER E APPOGGIO DEL M5S. Questa è senza dubbio l’evenienza più auspicata dagli italiani, che chiedono a gran voce un governo, e che potrebbe garantire una certa continuità di legiferazione. È il famoso modello Sicilia a cui tanto si guarda in questi giorni soprattutto dopo l’abolizione delle Province. Bersani stesso si è detto fautore di questa strategia e, per non farsi cogliere impreparato, ha preparato già una base su cui pattuire con i grillini. Il documento in questione è la cosiddetta “carta di otto punti” comprendente tutte materie sentite dai deputati a cinque stelle: taglio ai costi della politica e al numero dei parlamentari, legge elettorale, lavoro, rottura con l’austerità, finanziamento a istruzione e sanità pubblica. La proposta di Bersani si snoda lungo questi temi e dalla base internet del M5S sembra che siano in molti a gradirla. Alcuni ostacoli a questo primo scenario sono la ferma opposizione di Grillo ad ogni sorta di accorto pattizio con la vecchia politica e le prospettive sul medio-lungo termine, dove rischieremmo davvero di “essere tutti morti”, come diceva Keynes per altri motivi. È impensabile ritenere infatti che una legislatura intera possa reggere solo su otto temi su cui non c’è nemmeno un accordo sicuro. In questo macroscenario potrebbero dunque aprirsi sue sottovie: la prima vede un’ennesima legislatura interrotta a metà e il ritorno alle urne tra un paio d’anni e la seconda via è quella che vedrebbe il Pd attingere idee dal programma del M5S e continuare la schizofrenica trattativa.

SCENARIO 2: RITORNO IMMEDIATO ALLE URNE, CON O SENZA PORCELLUM. Altra situazione ipotizzabile e ventilata da molti, Berlusconi in primis. Se, dopo le consultazioni fondamentali mai come stavolta nella storia del porcellum, il Capo dello Stato non dovesse pervenire ad alcuna conclusione, si aprirebbe di nuovo lo scenario elettorale. E a giudicare dal fatto che il Pdl ha già lanciato la sua campagna elettorale per quella che ritengono l’imminente tornata non è assurdo pensare che possa succedere. Il problema ruota di nuovo intorno all’odiato porcellum che, se non modificato, rischia di riproporre la stessa situazione politica tra pochi mesi. Chi si prenderebbe il compito di cambiarlo? Un governo ad ampia maggioranza? Un governo tecnico? Nessuno? A giudicare da come sono andate le cose durante quest’ultimo anno nessuna risposta sembra più sicura delle altre.

SCENARIO 3: IL GOVERNISSIMO PD – PDL. Questa evenienza sembra ormai scongiurata, soprattutto perché rischierebbe di far saltare in aria la polveriera degli elettori. Il governissimo Pd-Pdl inoltre è osteggiato in modo inderogabile dalla figura di Berlusconi, temuto e scacciato dai primi e adulato dai secondi. Tuttavia il governissimo potrebbe anche presentarsi in versione soft. Uno tra Massimo D’Alema Gianni Letta al Quirinale e fiducia del centrodestra al governo Bersani. In questo modo sarebbe estromesso il M5S, che però acquisterebbe il consenso di tutti gli italiani disgustati da una simile soluzione.

SCENARIO 4: BERSANI PREMER E SQUADRA DI GOVERNO IRRIFIUTABILE. Questa possibilità è simile a quella ventilata dal giornalista Michele Santoro, con la differenza che il premier sarebbe Bersani e non Rodotà. Le cose potrebbero svolgersi all’incirca così: Bersani viene incaricato di formare il governo, il Pd decide di proporre figure eminenti super partes ed estranee alla vecchia politica e mette alle corde il M5S. Una squadra di governo espressione della società civile attiva e responsabile sarebbe infatti appetibile ai grillini, che però dovrebbero sempre fare i conti con il leader Beppe Grillo. 

SCENARIO 5: PROROGA GOVERNO MONTI FINO ALL’ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO. Eventualità già bollata come “dietrologia giornalistica”, ma sicuramente grondante di dubbi e ansia. Secondo questa ipotesi le consultazioni del Colle giocherebbero al ribasso tentando di smorzare i toni e di anestetizzare l’opinione pubblica sino alla rielezione del Capo dello Stato prevista a breve. In questo modo si salterebbe a piè pari il senso del voto democratico,  infatti l’ipotesi sembra davvero poco più che un’ombra, e Monti rimarrebbe in carica fino a quella data per poi essere presentato come araldo degli interessi italiani in Europa ed eletto al posto di Napolitano. A questo punto verrebbero indette nuove elezioni sotto l’egida montiana o, ipotesi davvero fantascientifica, verrebbe chiesto un nuovo governo tecnico.

Chiaramente quelli appena elencati sono solo alcuni scenari, tra quelli più plausibili, che si stanno delineando in questi giorni. Abbiamo tralasciato le speculazioni che vedono un grillino premier (Grillo è incandidabile in quanto condannato) o rocambolesche alleanze di Lega Nord e Pd, come pure è stato ipotizzato da alcuni, credendo che non siano sufficientemente plausibili. Al fine settimana la resa dei conti.

Fabrizio Leone

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top