Cipro. Bocciato il piano di prelievo forzoso, a Nicosia esplode la rabbia anti Ue. E si cerca la salvezza a Mosca | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Cipro. Bocciato il piano di prelievo forzoso, a Nicosia esplode la rabbia anti Ue. E si cerca la salvezza a Mosca

Nicosia ieri ha bocciato il piano di prelievo forzoso sui depositi bancari dei cittadini proposto dall’Ue in cambio di un salvataggio di 10 miliardi. A Cipro sono però esplose le proteste della gente contro quello che è stato correttamente chiamato un vero e proprio ricatto. E ora si cerca la salvezza a Mosca, con la Russia che sarebbe interessata al salvataggio del Paese mediterraneo.

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(Reuters/Yorgos Karahalis)

Se qualcuno volesse sapere il nome più odiato e invocato a Cipro in queste ore non ci sarebbero dubbi di alcun tipo, sarebbe quello di Angela Merkel. La popolazione cipriota infatti ha interpretato la proposta della Bce di inviare dieci miliardi di euro a Nicosia in cambio del prelievo forzoso dei depositi bancari come un autentico e inaccettabile ricatto. Il Parlamento di Nicosia ha deciso anche per questo di respingere il pacchetto elaborato dalla Troika, e ha deciso di cercare la salvezza altrove, a Mosca ad esempio. Anche per questo motivo Michalis Sarris, ministro delle Finanze cipriota, è volato subito in Russia per cercare una soluzione all’empasse. La Russia è legata a Cipro a doppio filo dal momento che una buona parte dei depositi collegati a società estere giacenti a Cipro sono riconducibili proprio alla Russia da dove è già arrivato un finaziamento da 2,5 miliardi. A Cipro, dati alla mano, vivono circa 45.000 russi, e secondo l’agenzia di rating Moody’s, le imprese russe avrebbero ben 20 miliardi di euro nelle banche locali. Secondo diversi dati quindi, circa la metà dei depositi complessivi del sistema bancario cipriota sarebbero di origine russa. In cambio di una tassa compresa tra il 20 e il 30% sui depositi russi nelle banche cipriote, Nicosia potrebbe valutare di cedere una quota della futura società energetica cipriota a Mosca e ulteriori benefici strategici nel settore del gas alla russa Gazprom. E intanto, mentre il governo tratta con Mosca e con la Troika, sono i ciprioti quelli che hanno già deciso. Per loro il rapporto con l’Ue è già terminato, e fosse per loro sarebbe meglio uscire subito dall’Euro, visto sempre di più come un enorme sistema di ricatto più come una opportunità. Tra egoismi, ricatti e crisi, almeno nella sponda orientale del Mediterraneo l’Unione Europea ha già perso.

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