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giovedì , 21 settembre 2017
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Cipro.Chiuse tutte le banche e prelievo forzoso per impedire la fuga di capitali

Drammatica la situazione a Cipro, dove il presidente Anastasiades ha accettato ieri l’accordo per salvare l’economia dell’isola: dieci miliardi di euro di aiuti in cambio però di un pesante taglio dei depositi bancari. Una misura gravissima che mostra quali potrebbero essere gli scenari futuri all’interno dell’Ue. 

ciproooo

Da qualche ora tutti i riflettori sono puntati nella piccola isola di Cipro. Il presidente cipriota Nikos Anastasiades nella giornata campale di ieri ha dichiarato di aver preso la “scelta meno dolorosa” accettando l’accordo per salvare l’economia cipriota. Più che accordo però, secondo molti, si sarebbe trattato di un vero e proprio ricatto in quanto sono stati offerti aiuti per dieci miliardi di euro in cambio però di un pesante taglio dei depositi bancari. Insomma, manco a dirlo a pagare secondo l’Ue dovrebbero essere i cittadini ciprioti, quelli che hanno depositato con fatica i risparmi di una vita nelle casse delle banche. Ieri sera il presidente cipriota ha parlato alla tv statale, e ha spiegato che rifiutare l’offerta dei ministri delle Finanze dell’Ue sarebbe equivalso a interrompere da un momento all’altro da parte della Bce tutti gli aiuti agli istituti di credito, e quindi l’uscita immediata e incondizionata dall’Eurozona.

A pagare insomma sono sempre i cittadini comuni, quelli che pagano le tasse ma che vengono trattati dalla Bce e dai vertici europei come risorse da sfruttare in modo spietato. Il presidente cipriota ha comunque promesso di provare a fare ulteriori pressioni sull’Ue affinchè provi a minimizzare l’impatto delle misure sui piccoli depositi, ma nessuno ha fiducia. Ora sarà il Parlamento cipriota a dover approvare l’accordo, e analisti locali sostengono che sarà molto difficile che questo accada. Intanto sono proprio i ciprioti quelli più innervositi dalla situazione, e ora iniziano a sentirsi letteralmente derubati dei loro risparmi, specialmente dopo che i media locali hanno informato che negli ultimi sette giorni ben 4,5 miliardi di euro sono stati fatti fuggire dall’isola. Insomma qualcuno ha parlato, informando i soliti noti della pesante misura in arrivo che prevederà una tassazione dal 6,75 al 9,9% sui depositi bancari.  Per di più, sempre secondo le stesse fonti, molti dei correntisti sarebbero personalità di governo o ad esso vicine. Intanto la Banca Centrale di Cipro ha dato disposizione a tutte le banche e agli istituti di credito dell’isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. In particolare la Banca Centrale ha chiesto di bloccare «qualsiasi forma» di pagamento sui conti presenti nelle loro succursali, compresi anche i trasferimenti da conto a conto sulla stessa banca. Per paura di altre perdite inoltre, Nicosia ha annunciato la chiusura fino a martedì degli istituti di credito, e cosa succederà quando riapriranno resta un mistero.  Da parte sua, la Banca Centrale Europea (Bce) ha cominciato a fare pressioni su Nicosia affinché approvi al più presto l’accordo per dare aiuti all’isola in quanto vi sarebbero già segnali di un effetto domino che potrebbe innescarsi a partire da lunedì mattina nei mercati e negli istituti bancari europei. Come al solito spaventano i mercati, mentre della sorte dei cittadini non importa a nessuno.

Intanto mentre la Bce, letteralmente, punta il coltello alla gola a Nicosia, il governo cipriota ha inviato una delegazione di parlamentari a Pechino per chiedere al governo cinese un sostanzioso prestito che possa permettere a Cipro di non toccare i depositi delle banche dell’Isola. E’ chiaro che la Bce ha invece fretta di chiudere con l’accordo proposto per evitare che Nicosia riesca a trovare fondi altrove, in Cina appunto, o in Russia, dato che Mosca nel 2011 ha fornito aiuti per 2,5 miliardi di euro. Da tempo la Cina è interessata ad investimenti che si sono finora manifestati soprattutto nel settore immobiliare. Complessivamente, il contributo dei correntisti di Nicosia raggiungerà i 5,8 miliardi di euro. La stima è stata fatta dal neo presidente dell’eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha definito il settore creditizio di Cipro. La tassa colpirà tutti i depositanti, ma in modo più duro i non residenti (che sono soprattutto russi, ma anche britannici). I residenti, infatti, verranno parzialmente compensati con azioni della loro banca di valore pari all’imposta pagata. Alle entrate provenienti dal prelievo sui conti correnti si aggiungeranno quelle provenienti dal piano di privatizzazioni da 1,4 miliardi e da un aumento della tassa sulle società dal 10 al 12,5%.

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