Cipro. Riaprono le banche, ma l'incubo non è finito | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Cipro. Riaprono le banche, ma l’incubo non è finito

Oggi alle 10:00 sono riaperte le banche a Cipro dopo oltre dieci giorni di chiusura forzata per evitare un ritiro massiccio di contante durante i negoziati per il prestito tra Nicosia e Ue. 

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        Foto: (Reuters/John Kolesidis)

Secondo una nota della banca centrale cipriota, le banche resteranno aperte dalle 12:00 alle 18:00, ai clienti sarà permesso un prelievo di contante limitato a 300 euro al giorno. Non molto, ma pur sempre un miglioramento rispetto alla drammatica situazione dei giorni scorsi. Dopo una serie di annunci sulla riapertura disattesi infatti, ieri i vertici della Banca centrale cipriota hanno ripetutamente assicurato l’operatività da oggi degli istituti di credito.I controlli sul movimento dei capitali vengono imposti mentre Cipro cerca di raccogliere 5,8 miliardi di euro per poter così ottenere un prestito da 10 miliardi dall’Unione Europea, dalla Banca centrale europea (BCE) e dal Fondo monetario internazionale (FMI).

Michalis Sarris, ministro delle Finanze cipriota, nell’annunciare le restrizioni all’accesso dei capitali dei clienti delle banche, le ha giustificate adducendo una mancanza di liquidità sostanziale e il rischio concreto di una fuga di massa dei depositi, “con il conseguente collasso delle istituzioni di credito”.I correntisti con oltre 100.000 euro nei propri depositi potrebbero vedere nei prossimi giorni i propri fondi decurtati del 40%, ottenendo in cambio delle azioni bancarie, mentre chi possiede meno di 100.000 euro non subirà alcun prelievo forzoso ma dovrà rispettare le restrizioni sui prelievi di liquidi.Tra le limitazioni figurano anche il divieto di portare fuori dal paese oltre i 1000 euro in contante (con il personale delle dogane autorizzato a controlli), ma anche il limite di spesa di 5000 euro al mese per le carte di credito quando si è fuori dal paese.Yannis Kypri, il capo esecutivo della Bank of Cyprus, principale creditore commerciale del paese, ieri ha intanto confermato di essere stato licenziato. E secondo molti analisti la crisi di Cipro non sarebbe nemmeno stata risolta, ma solo rimandata.

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