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sabato , 25 marzo 2017
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Cipro. Tensione Ue-Russia

Continua a tenere banco la crisi di Cipro e sale di tono lo scontro tra Ue e Russia riguardo al salvataggio di Nicosia. Un rischio sistemico che potrebbe innestare un effetto domino devastante per l’Europa. Ma allora perchè umiliare i cittadini di Cipro con un vero e proprio ricatto?

fineEuro

La febbre che affligge l’Ue è ancora molto alta. La crisi cipriota sembra ancora molto lontana da una soluzione, soprattutto dopo che ieri il Parlamento cipriota ha detto “no” alla proposta della Troika di prestare dieci miliardi di euro a Nicosia in cambio di un prelievo forzoso sui depositi dei cittadini. Un autentico ricatto che ha scatenato la rabbia comprensibile dei cittadini ciprioti, e che ha ancora una volta mostrato la vera natura della Troika, attenta ai conti e ai bilanci e minimamente interessata ai cittadini, alle persone. La Bce intanto ha lanciato l’ennesimo ultimatum assicurando la liquidità necessaria alle banche, ma solamente fino a lunedì. Mosca ha annunciato che potrebbe persino rivedere la quota in euro delle sue riserve nel caso che la soluzione della crisi finanziaria cipriota leda gli interessi russi. Attualmente Mosca possiede tra il 41% e il 42% di riserve in euro, e certo se decidesse di liberarsi all’improvviso di gran parte di questi soldi, l’Euro verrebbe subito destabilizzato. “Se questo è possibile a Cipro , perchè non sarebbe possibile in Spagna, in Italia o in altri Paesi che soffrono problemi finanziari? Domani è lì che si confischeranno le economie”, così ha commentato il capo del governo russo Medvedev, che ha paragonato l’intervento dell’Ue a Cipro a “un elefante in una cristalleria“. Intanto, Cipro rischia la bancarotta, e la Borsa di Cipro rimarrà chiusa fino a martedì prossimo. Una cosa però è certa, senza un “pianoB” alternativo al prelievo dei conti corrente, il rischio è proprio quello del crollo senza ritorno. Finora le ipotesi sul tavolo sono la formazione di una bad bank, la nazionalizzazione dei fondi pensione, e l’emissione di debito garantito dai futuri proventi dello sfruttamento delle risorse energetiche.

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