Cisgiordania. Bambino palestinese muore bruciato. Anp accusa Israele | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Cisgiordania. Bambino palestinese muore bruciato. Anp accusa Israele

Cisgiordania. Bambino palestinese muore bruciato. Anp accusa Israele

Un bambino palestinese di 18 mesi è morto bruciato all’interno della sua abitazione a causa di un incendio doloso. Sulle pareti della casa  a Duma, in Cisgiordania, sono state trovate scritte in ebraico e l’Anp ha accusato Tel Aviv di aver concesso troppa libertà ai coloni. 

Si può morire a 18 mesi bruciati vivi nella propria casa? La risposta è ovviamente no e infatti, almeno a parole, sono tutti concordi nel voler trovare i barbari responsabili dell’incendio doloso che la scorsa notte a Duma, in Cisgiordania, ha provocato la morte di un bambino palestinese che si trovava in casa propria. L’Anp non ha dubbi, i responsabili sarebbero degli ebrei ortodossi in quanto sulle pareti della casa sono state trovate delle scritte in ebraico. Le autorità israeliane hanno subito etichettato l’atto come “un barbaro atto di terrorismo” e hanno assicurato di voler braccare e trovare i responsabili dell’attacco della scorsa notte. Alcuni testimoni raccontano di aver visto alcune sagome lanciare delle bottiglie Molotov contro la casa e una palazzina che per fortuna era vuota. La famiglia palestinese una volta viste le fiamme avrebbe cercato di scappare ma il bambino non è riuscito a fare in tempo ed è morto tra le fiamme. I genitori e un fratello hanno avuto miglior fortuna ma hanno riportato comunque gravi ustioni.

La tensione a questo punto è alle stelle in quanto siamo alla vigilia della “Giornata della Collera” proclamata da Hamas a seguito degli incedenti della settimana scorsa nella Moschea di Al-Aqsa, dove la polizia israeliana aveva fatto irruzione in teoria per fermare dei facinorosi che si sarebbero lì trincerati. La sensazione è che ci si trovi di fronte a una situazione potenzialmente esplosiva a causa di quello che per molti rappresenta l’incidente più grave degli ultimi anni. Anche il presidente di Israele Netanyahu ha detto di essere “sconvolto” dalla tragedia: “È un chiaro atto di terrorismo e Israele agisce con durezza contro il terrorismo a prescindere da chi siano gli autori“. I palestinesi però non riescono ad accontentarsi delle parole del premier israeliano e l’Anp ha accusato direttamente i coloni israeliani dell’assassinio. Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Anp Abu Mazen, ha attaccato frontalmente Tel Aviv: “Israele è responsabile del crimine odioso di Duma”. Secondo i palestinesi infatti Israele avrebbe esteso troppo la colonizzazione in territori palestinesi, peraltro assicurando impunità ai coloni. Per questo motivo l’Anp per avere giustizia vorrebbe chiedere direttamente alla Corte penale internazionale, non fidandosi della giustizia israeliana.

Photo Credit http://www.infopal.it/wp-content/uploads/2015/07/10408832_10206224330660788_8141130582794711364_n.jpg

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