Civati e il "Vorrei ma non posso" della "sinistra" italianaTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Civati e il “Vorrei ma non posso” della “sinistra” italiana

Pippo Civati dopo tanta cagnara di appresta a votare la fiducia al nuovo esecutivo ed esclude anche il rischio di operare una scissione interna al Pd. Vi eravate illusi?

Forse qualcuno ci aveva creduto che Pippo Civati alla fine trovasse il coraggio di operare una vera e propria scissione all’interno del Pd. Forse però coloro che si sono illusi sono gli stessi che pensano che il Pd sia ancora un partito di “sinistra”, ovvero persone confuse. Inutile stare a spiegare il perchè il Pd ormai non ha più nulla di sinistra, correremmo solo il rischio di essere ripetitivi e noiosi. Meglio parlare di fatti, ovvero ricordare quando non più tardi di una settimana fa proprio Civati minacciava di non dare la fiducia al governo Renzi, e persino di operare una scissione nel Pd. Qualcosa però dopo quelle parole deve essere successo, e come per magia Pippo Civati ha annunciato di essere pronto a votare la fiducia del nuovo esecutivo, rassicurando anche non ci sarà alcuna scissione. Figuriamoci, diremmo noi. Civati lo ha spiegato domenica a Bologna, a margine di un summit cui hanno preso parte anche Sandra Zampa e Davide Mattiello.  “Non abbiamo intenzione di far cadere questo esecutivo. Ma tanto non siamo noi a essere decisivi. Se lo fossimo, avrei ricevuto tante telefonate in questi giorni dal Presidente del Consiglio e invece niente. Voteremo per restare dentro il Partito democratico. Cominciamo a preparare il dopo Renzi”, ha detto Civati, che però ormai non riesce più a essere credibile. Ogni volta che Renzi apre bocca sulle riforme, muore un costituzionalista”, ha aizzato la folla il buon Pippo, peccato che sia a buon mercato aizzare i propri sostenitori quando tanto ti hanno già messo la museruola e non puoi più mordere nessuno.  Certo Civati la presenta come una decisione sofferta quella di votare la fiducia, e ha anche annunciato che in Senato si  costituirà un gruppo del nuovo centrosinistra, ma ci sembra poco, troppo poco, di fronte all’ennesima torsione a destra del Pd e all’azzeramento della sinistra italiana anche dal punto di vista culturale.  Non perché lo ordino io”, ha spiegato, “non ho questo potere, è perché c’è bisogno di costituire una coalizione progressista in questo Paese. Ci sono pezzi che si dividono tra il Pd, sempre più a fatica,Sel, la lista Tsipras, così come nel mondo di Grillo ci sono un sacco di persone che vorrebbero dare una mano ad un progetto diverso, ma è chiaro che non lo vedono nello schema di Enrico Letta, e che Renzi riprende esattamente, in cui ‘noi siamo il palazzo, voi la piazza, risolviamo noi e non abbiamo bisogno di voi’”. Ancora parole insomma, tante parole, con Civati che di fronte alla “luna” della mutazione genetica del Pd a guida Renzi si nasconde dietro al dito dell’aver paura di spaccarlo questo Pd. E se Civati doveva essere per qualcuno il nuovo  su cui aggregare la nuova sinistra italiana, ora ogni dubbio almeno è stato fugato di fronte alla sua totale assenza di coraggio. Anche quando non c’è più niente da perdere infatti, Civati ha preferito scegliere di non scegliere, di votare la fiducia e andare avanti. Lancerà il Nuovo centro sinistra, ma è lui stesso a tranquillizzare: Non sarà un partito e nemmeno il prima passo di una scissione”, mette in chiaro, “ma una rete trasversale di centrosinistra”. Perché “c’è problema politico gigantesco e un intero schieramento di sinistra che non è rappresentato”. Insomma parole, parole per giustificare la malattia di sempre della sinistra italiana, la paura di se stessa e delle proprie idee.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/claudiopedrotti/5673777856/”>Claudio Pedrotti</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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